21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:30:12

Cronaca News

Droga e armi da guerra, 12 arresti

Blitz della Guardia di Finanza che ha stroncato un traffico illecito sull’asse Olanda-Albania-Puglia

Armi e droga sull’asse Taranto-Albania: 12 arresti
Armi e droga sull’asse Taranto-Albania: 12 arresti

La Guardia di Finanza ha messo ko bande specializzate nel traffico di ogni tipo di droga ma anche di armi, tra cui mitra kalashnikov. I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno notificato ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Lecce, dott. ssa Simona Panzera, a dodici persone. Sono stati arrestati il tarantino di 44 anni, Giovanni Romanazzi, il lizzanese di 26 anni, Salvatore Circelli, il tranese di 43 anni, Umberto Di Benedetto e nove cittadini albanesi.

Si tratta di Arjan Gorica, Feim Lamaj, Bledar Bajramj, Besnik Sulaj, Amarildo Cobaj, Emiljano Mustafà, Bernard Blushaj, Alban Limaj e Pullumb Neloj. Gorica, Sulaj e Cobaj sono domiciliati a Pulsano mentre Lamaj è detenuto nel carcere di Taranto. Il provvedimento spiccato dal gip di Lecce è l’atto conclusivo di una attività di indagine in materia di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia che ha consentito di individuare tre distinte organizzazioni criminali costituite da persone di origine italiana ed albanese, dedite all’importazione dall’Albania e dall’Olanda di ingenti quantitativi di cocaina, eroina, hashish e marijuana, che venivano immessi sul mercato delle province di Brindisi, Lecce e Taranto. L’operazione al via dopo una perquisizione eseguita dai finanzieri, durante la quale sono stati rinvenuti a sequestrati armi, munizioni e un lampeggiante blu in dotazione alle forze di polizia. Le armi erano classificabili “da guerra”, alterate per potenziarne la capacità offensiva, di immediato utilizzo.

Durante le indagini sono emersi rapporti tra pregiudicati albanesi e italiani gravitanti nell’orbita della criminalità locale egemoni nei quartieri Tamburi Paolo VI e Salinella. Difficile la identificazione degli appartenenti ai gruppi criminali. Infatti i malavitosi facevano ricorso per comunicare tra di loro, a nickname che cambiavano di volta in volta. La forte connotazione criminale è rappresentata anche dall’alto livello logistico di cui l’associazione disponeva. Dalle comunicazioni intercorse tra i componenti, è emerso che potevano disporre di luoghi in cui venivano raffinate cocaina ed eroina e stoccata la marjuana. I dettagli dell’operazione illustrati dal comandante provinciale, col. Massimo Dell’Anna e dal comandante del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria ten. col. Antonio Marco Antonucci.

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