19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

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Scoperta sulle proteine batteriche

I risultati del lavoro svolto dal team di riceratori coordinati dal carosinese Ciro Pierri

Ciro Pierri
Ciro Pierri

CAROSINO – Alcune proteine batteriche somigliano a importanti proteine umane: la scoperta ad opera del gruppo ricercatori coordinati dal dott. Ciro Pierri. Un rilevante passo avanti, nel campo della somiglianza strutturale e funzionale tra alcune proteine batteriche (ossidoreduttasi FAD/NADH dipendenti) ed importanti proteine umane, è stato compiuto dal team di ricercatori coordinati dal carosinese dott. Ciro Leonardo Pierri. I risultati della scoperta scientifica condotta dal gruppo del Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Biofarmaceutica dell’Università di Bari, sono stati resi possibili grazie agli stanziamenti delle associazioni Airm(www.mitoairm.it) e Mitocon e del Miur.

Lo studio, che comporta interessanti implicazioni per la salute umana, è stato pubblicato sul “Journal of Clinical Medicine” (https://www. mdpi.com/2077-0383/8/12/2117) e manifesta ben due effetti clinici di utilizzo per l’uomo. Il primo riguarda la riduzione delle conseguenze collaterali dei nuovi antibiotici, che mirano anche ad arginare il cosiddetto fenomeno dell’antibiotico resistenza. In particolare lo studio coordinato dal dottor Pierri identifica quelle proteine batteriche che possono essere target di antibiotici, riducendo così i pericolosi effetti paralleli dovuti a somiglianze.La seconda implicazione medica riguarda invece le patologie mitocondriali e più in generale le malattie neuromuscolo degenerative. In questo caso, infatti, grazie a questa scoperta scientifica si è potuto identificare, per la prima volta in una importante proteina umana (AIF), una struttura tale da poter contribuire attivamente alla respirazione mitocondriale. La ricerca condotta dal team del dottor Ciro Pierri, ha permesso di definire tale struttura come un possibile nuovo ed alternativo bersaglio di stimolazione, utile in tutti quei pazienti attualmente senza cura e affetti da severe patologie neuromuscolo degenerative con disfunzione mitocondriale.

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