Cultura News

Da Capodanno verso l’Epifania

Torna la nostra rubrica sulla “tarantinità”

La processione del “Bambinello in piedi"
La processione del “Bambinello in piedi"

Con l’inizio del nuovo anno 2020 diamo anche inizio al quinto anno della no­stra rubrica affidata al prof. An­tonio Fornaro.

Questi i santi della settimana: San Ruggero di Canne, patro­no di Canne e di Barletta; San Silvestro Papa, patrono dei mu­ratori e dei tagliapietre; San Giustino di Chieti, San Basilio Magno a cui è dedicata la Cat­tedrale della Piazza Rossa di Mosca e patrono della Polizia Penitenziaria, Santa Genoveffa che protegge Parigi, i pastori, i tappezzieri e i giardinieri, San­ta Elisabetta Seton che fu cano­nizzata da San Paolo VI.

Questa settimana la Chiesa ri­corda la Madonna sotto i titoli di Nostra Signora della Conso­lazione, Madonna dei Miracoli, Maria Regina della Pace e No­stra Signora delle Onde.

Questi i detti della settimana: “Gennaio secco, massaro ric­co”, “A gennaio ci vogliono set­te coppole e sette bracieri per ripararsi dal freddo”, “La tra­montana dura tre giorni o una settimana”.

Questa settimana non ci sono effemeridi e pertanto Fornaro tratterà il tema relativo al Ca­podanno di ieri e di oggi a Ta­ranto nel segno della tradizione. Il nostro esperto ci informa che il Capodanno tarantino di oggi poco o nulla ha conservato di quello di ieri, tranne la presen­za dei prodotti del mare sulla tavola imbandita per il Cenone di San Silvestro.

Non sappiamo se il 31 dicembre i tarantini ascolteranno l’arrivo e il suono delle pastorali, diver­samente faranno ricorso ai cd di produzione locale.

Certamente non mancheranno alle prime ore dell’alba dell’ul­timo giorno del 2019 le calde pettole.

Poi i tarantini si riuniranno in due categorie: ci saranno colo­ro che preferiranno trascorrere l’arrivo del nuovo anno nelle strutture organizzate e chi in­vece lo trascorrerà in famiglia secondo la tradizione.

Il prof. Fornaro ci riferisce che la sua nonna la sera del 31 si recava in Chiesa dicendo che doveva andare a “consegnare l’anno a Dio”, questa cerimo­nia è quella ancora presente con il nome di Cerimonia del “Te deum”.

Nel passato ci si riuniva nelle case per il Cenone di San Silve­stro, a mezzanotte si accendeva­no le luci di tutte le stanze della casa, si lanciavano i petardi e anche oggetti ingombranti e la nonna recitava la mai dimenti­cata poesia “L’anno vecchio se ne va”.

Poi tutti a nanna e non come oggi che si attende l’alba del primo giorno dell’anno e ci si reca di buon mattino nei bar per il classico cappuccino con cor­netto.

Fino al 1987 il primo dell’anno dalla Chiesa di San Domenico si svolgeva la processione del Bambinello in piedi a cura del­la Confraternita Del Santissimo Nome di Dio.

Dal 1988 tale processione si svolge il giorno dell’Epifania. Nel passato allo scoccare della mezzanotte suonavano le sire­ne delle navi presenti nel Porto Militare di Taranto. Dava tanta nostalgia staccare dal calenda­rio l’ultimo foglietto dell’anno ma dava tanto piacere ai papà e ai nonni ricevere dal proprio barbiere il calendario profuma­to da portafoglio con le foto di donne osè.

Ancora oggi porta bene man­giare lenticchie, cotechino, zampone, panettone con l’uvet­ta, immagine di ricchezza e i nostri dolci tradizionali.

Tradizione vuole che la notte di San Silvestro si debbano indos­sare indumenti rossi, stringere tra le mani molto denaro, brin­dare con lo spumante nostrano e baciarsi sotto il vischio.

Concludiamo dicendo che Taranto non vanta una tradizione del Capodanno in piazza, ma ha una ricca proverbistica con la quale chiudiamo la puntata au­gurando a tutti un felice 2020.

Il primo dice che: “Per San Sil­vestro non si fila e non si tesse, non si infila il filo all’ago e non si passa il pettine in testa”.

Gli altri recitano: “Chi piange a Capodanno, piange tutto l’an­no”, “Chi mangia l’uva a Ca­podanno conta quattrini tutto l’anno”.

E non dimenticate di tenere pre­sente le “Calende”, cioè i primi 12 giorni dell’anno dai quali po­tremo conoscere come saranno i dodici mesi del nuovo anno dal punto di vista meteorologico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche