22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca News

Il nostro Paisiello e Florence Welch, nuova Patti Smith

La rockstar inglese ispirata dal genio tarantino

Florence Welch
Florence Welch

«Nel cor più non mi sento / Brillar la gioven­tù / Cagion del mio tormento / Amor, sei colpa tu». Parole dall’aria d’opera del terzo atto di La Molinara, del 1788, una delle composizioni più note – tra gli appassionati – di Giovanni Paisiello.

Il tarantino Giovanni Paisiello, e val la pena sottolinearlo.

A saperle cantare a memoria, con una voce unica, anche una delle rockstar simbolo del decennio che va chiudendosi: in più di una intervista infatti Florence Welch, frontwoman inglese della band Florence + The Machine, ha citato Paisiel­lo, genio musicale figlio della nostra terra, nel suo pantheon decisamente poco ortodosso in cui trovano spazio, tra gli altri, Kurt Cobain e Patti Smith.

Recentemente, anche all’edizio­ne russa di Harper’s Bazaar, rivista di moda statunitense fondata nel 1867, Welch ha ri­cordato il suo amore per l’ope­ra e, su tutte, La Molinara. La 32enne britannica autrice di Hunger e You’ve Got The Love ha segnato musicalmente gli anni Duemiladieci: “è in lei che risiede l’eredità di una icono­grafia femminile credibile nel panorama musicale odierno” ha scritto Rolling Stone di Floren­ce, il cui quarto e sinora ultimo album in studio, High as hope, è esplicitamente dedicato ad un altro nume tutelare dell’artista, Patti Smith: «La sua scrittura è un modello. Tratta la vita con grande rispetto e ha un modo di essere che mi ispira continua­mente».

Proprio la sacerdotessa amer­cana del rock questa estate, nell’ambito di Medimex, si è esibita nella città che ha dato i natali a Paisiello: un curioso incrocio di nomi e storie che ha sullo sfondo Taranto, «una città molto bella che ha grande energia.

Non ha solo industria pesante, i grattacieli, ci sono delle cose che vanno conservate, abbrac­ciate» per usare la parole della “sciamana” in occasione della sua tappa tarantina di questa estate.

L’omaggio di Florence Welch (i cui dischi hanno raggiunto il numero 1 nelle classifiche del Regno Unito e alla cui voce è affidata l’esecuzione di Jenny of Oldstones, canzone dell’ultima stagione della celebre serie tv Game of Thrones) a Giovanni Paisiello è solo una delle con­ferme di quanto il compositore tarantino abbia un posto di pri­missimo piano nella storia della musica mondiale.

E sembra finalmente arrivato il tempo che la città si riappropri dell’eredità culturale di uno dei tarantini più illustri.

«Giovanni Paisiello è il nostro simbolo, il primo talento ec­cellente costretto a partire da Taranto. Ha girato il mondo con successo: Napoli, Russia, Parigi… per poi tornare a Na­poli. A Taranto non tornerà più. Noi invece vogliamo in qualche modo riportarlo nella nostra terra grazie al recupero di Casa Paisiello. E con lui vogliamo che tornino i tanti nostri giova­ni costretti ad andare via dalla nostra città» le parole di Augu­sto Ressa, assessore all’Urbani­stica del Comune di Taranto, in un’intervista a Taranto Buona­sera. Riguardo a Casa Paisiello, ha aggiunto Ressa, «disponia­mo di un intervento finanziario di 800 mila euro: 500 della Re­gione e 300 del Comune. Il pro­getto prevede che al piano terra trovino spazio caffetteria e bo­okshop, ai piani superiori sarà allestita una storia di Paisiello seguendo le tappe della sua vita artistica. Avremo anche una collezione di cimeli, una colle­zione privata che ci sarà ceduta. All’ultimo piano avremo la sala della musica per una quarantina di posti e sala prove. Lungo il percorso sarà possibile ascolta­re le composizioni di Paisiello». Come ha ricordato il prof. Pa­olo De Stefano, «Taranto ha da molti e molti decenni un vero gioiello di “Cultura”, una glo­ria ancora senza la vera gloria: l’Istituto musicale “Giovanni Paisiello” retto da illustri diret­tori e da validissimi docenti e sempre sorretto da centinaia e centinaia di allievi e dalla colla­borazione delle loro famiglie. È un antico liceo musicale; sorto nel 1927, una pietra miliare nel cerchio della dottrina musicale distribuita negli anni a migliaia di studenti affermatisi poi nelle loro attività di professione».

La “riscoperta dei valori identi­tari che per la città di Taranto riveste la musica di Paisiello; in­vestimento sui giovani musicisti del territorio; potenziamento del legame tra musica e musi­cologia, tra chi suona e chi fa ricerca musicale; valorizzazio­ne dei monumenti architettonici cittadini chiamati a diventare contenitori culturali” hanno poi rappresentato la mission della XVII edizione dell’importan­te Giovanni Paisiello Festival organizzato dall’associazione onlus Amici della Musica “Ar­cangelo Speranza” e diretto da Lorenzo Mattei.

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