Cronaca News

Taranto, curarsi per diritto non per beneficenza

Medici in corsia (foto d’archivio)
Medici in corsia (foto d’archivio)

La beneficenza è un atto nobile e per questo va accolta con gratitudine. Con gratitudine, quindi, va accolta l’iniziativa dell’sms solidale lanciato dalla Fondazione Soleterre e rilanciato dalla trasmissione tv Piazzapulita.

Con i 279 mila euro raccolti sarà erogata una borsa di studio per specializzare un medico che possa prestare servizio nel reparto (vocabolo improprio perché tecnicamente non si tratta di un vero reparto) di oncoematologia pediatrica del Ss. Annunziata intitolato a Nadia Toffa. Lo schema, quello della solidarietà, è di fatto lo stesso che portò alla creazione proprio di quel “reparto”, istituito grazie alla raccolta di beneficenza avviata con la vendita delle t-shirt “Ie jesche pacce pe te” e arricchitasi anche con altre donazioni. Ora la domanda da porsi è: può una città con le criticità di Taranto accontentarsi di ottenere servizi sanitari di questo tipo solo grazie alle raccolte di beneficenza? O questi servizi dovrebbero essere dei diritti acquisiti che le istituzioni dovrebbero avere l’obbligo di garantire? Con questi interrogativi chiudiamo il 2019 augurando a Taranto città e alla sua provincia di ritrovarsi come comunità e di sapersi riappropriare della propria dignità, non dimenticando di sottolineare che plaudire alla beneficenza è un giusto tributo di riconoscenza; lo è meno plaudire a quanti, a vario titolo, di questa beneficenza hanno approfittato e stanno ancora approfittando per ritagliarsi spazi di visibilità e per appropriarsi di meriti che non gli appartengono.

Cure e servizi sanitari adeguati sono un diritto, non una elemosina dovuta al buoncuore altrui.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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