22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

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“Il segreto di Marlene”, l’enigmatico romanzo di Luciano Varnadi

Sabato 4 gennaio la presentazione alla Libreria Mandese

Luciano Varnadi Ceriello
Luciano Varnadi Ceriello

Sabato 4 gennaio alle ore 18, pres­so la Libreria Mandese, in viale Li­guria, sarà presentato il libro “Il segreto di Marlene” di Luciano Varnadi Ceriello. Con l’autore ne parlerà Enzo Ferrari, direttore di TarantoBuonasera. Reading a cura dell’attrice Vania de Angelis.

TARANTO – Un viaggio tra Polonia, Venezia, Campania e Sicilia, un prete-soldato e due misteriosi personaggi che sveleranno la loro sorprendente identità di figure storiche realmente esistite. È intorno a questo enigmatico percorso – un viaggio non solo fisico, ma rivelazione di un cammino verso la ricerca di sé – che si sviluppa la trama di “Il segreto di Marlene” (Armando Curcio Editore), l’avvincente romanzo dello scrittore e cantautore Luciano Varnadi Ceriello. Si tratta del secon­do capitolo della trilogia che ha come protagonista Reinhard Friedman. Il primo romanzo, “Il segreto di Chopin”, si è rivelato un successo editoriale, vincitore di venti premi letterari fra cui lo Spoleto Art Festival Letteratura 2018.

“Il segreto di Marlene” ha una archi­tettura davvero unica, perché alla par­te letteraria sono associate una parte musicale ed una pittorica. Alla fine di ogni capitolo del romanzo è inserito un testo che Luciano Varnadi Ceriello ha composto sulle melodie di ognu­na delle 49 “Romanze senza parole” di Mendelssohn. E, come per il pre­cedente lavoro, anche questa volta la pittrice Amelia Musella ha realizzato una serie di opere pittoriche ispirate ai personaggi che vivono nella trama del romanzo. Già nel precedente volume della trilogia, Varnadi aveva composto i testi per i “Notturni” di Chopin. Anzi, proprio dal compositore polacco è ar­rivata l’ispirazione per questa articola­ta opera letteraria.

«Tutto è cominciato con un sogno», racconta Luciano Varnadi Ceriello. «Sognai Chopin che mi chiedeva di scrivere i testi per i suoi Notturni. Per me che vengo dal rock e che fino ad allora non mi ero mai accostato alla musica classica, fu davvero sorpren­dente. Allora cominciai a “sentire” le parole. Mi si è aperto un mondo: ho scritto i testi dei Notturni e ho comin­ciato ad ascoltare musica classica. Con il secondo romanzo ho voluto ri­petere l’esperienza di scrivere i testi, questa volta sulle musiche di Men­delssohn.

La musica è l’altra grande passione di questo originale autore che con il suo il progetto teatral-discografico “Oniric Chopin ProsiMeloMetro N. 1”, è stato finalista al Premio Tenco 2019 ed è stato premiato al Rive Gauche Festi­val. Un lavoro decisamente particola­re, inciso con una delle più originali e introspettive figure della musica ita­liana d’autore: Juri Camisasca, sto­rico amico e collaboratore di Franco Battiato, autore di un gioiello come “Nomadi” – cantata da Alice, Giuni Russo e dallo stesso Battiato – e co­autore di “Torneremo ancora”, l’ultima canzone incisa dal maestro siciliano.

Un intreccio tra narrativa, esplorazioni musicali e ricerca interiore che forse sorprende lo stesso Varnadi: «Sono tendenzialmente ateo, ma sono alla ricerca di una illuminazione. Mi con­sidero una persona in cammino. Pri­ma c’era un muro tra me e la religione, adesso questo percorso mi affascina, anche se non ho ancora trovato la porta da aprire».

L’incontro con Camisasca: «Un incon­tro importante, perché lui ha vissuto un percorso interiore di illuminazione. L’ho conosciuto da suo semplice fan: avevo 18 anni e un amico mi regalò una cassetta con brani di Fabrizio De Andrè, Leo Ferrè e uno, appunto, di Camisasca che si intitolava “Scavan­do col badile”. Rimasi folgorato, an­che se il nastro finiva prima della fine della canzone. Allora non c’era inter­net e sono stato anni senza sapere come terminasse quella canzone. L’ho scoperto solo molto più tardi quando riuscii a trovare il disco originale in vi­nile in un mercatino dell’usato».

Un fiume in piena, Luciano Varnadi ha già pronto il secondo volume del suo “ProsiMeloMetro”: una nuova conta­minazione tra musica, prosa e poesia.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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