23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 15:58:51

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Presepe a Carosino, tra artigianato e tradizione

È stato costruito in una stanza di via Dandolo. Ci sono anche i filari della vite

Presepe a Carosino
Presepe a Carosino

CAROSINO – Non solo presepio. E’ potuto accadere a quanti, affascinati dal tam tam della gente, si sono recati a Carosino, in via Dandolo n. 106, e sono rimasti anche loro estasiati dalla visione di una stanza con un presepe lunghissimo.

L’evento natalizio in questione, non è un avvenimento nel senso classico del termine. Sarebbe assai riduttivo racchiudere la passione pura e semplice di un ragazzo di 26 anni nel costruire presepi, in uno dei nostri spazi stereotipati. Non è nem­meno una mostra di artigianato natalizio che, grazie a semplici materiali uniti alla fantasia, possano diventare rappresentazioni di incre­dibile fattura. Il presepe di Denis Conte va vi­sitato nel senso letterale del termine. Va visto cioè ed esplorato centimetro per centimetro e senza accelerare il passo, con la giusta ca­denza dell’osservatore attento, che dà peso ed importanza a ciò che guarda. E allora, man mano che si cammina in questa stanza di an­tica fattura con volta a crociera, ecco avan­zare ai nostri occhi il laghetto, alimentato da un fiumicello. con i pescatori intenti a calare le reti e il nonnino attempato a pescare con la canna. E poi ramoscelli degli alberi, casi­ne agglomerate qua e là, con distese di prati che accolgono molte delle diverse evocazio­ni lavorative di un tempo che fu: il fabbro, il pastore con relativo gregge, il mugnaio, la la­vandaia, ecc. ecc..

A un certo punto lo sguar­do del visitatore incrocia quella che potrebbe sembrare una stranezza nel panorama agri­colo coevo al Bambinello. Ci si sarebbe in­fatti aspettato solo campi coltivati a frumento in pianura e rocce nelle alture ed invece ap­paiono a catturare la scena negli occhi alcuni filari di vite per la raccolta dell’uva: la trovata della tradizione propria di Denis Conte. Il passato di agricoltori soprattutto del nonno Ciro, riemerge allora portentoso nei ricordi di questo artista carosinese celebrando, da un lato la famiglia e la sua unità, dall’altro provvedendo in un certo senso ad avvicinare quello che fu il luogo della nascita di Gesù alla nostra terra quella cioè che, ancora oggi, profuma di mosto e vino in alcuni periodi dell’anno. Tutta la rappresentazione porta poi ed infine alla natività vera e propria, in una esplosione a vista d’occhio che riesce a far ri­vivere con innumerevoli movimenti mecca­nici le statuine di questo “plastico” temporale tarato sul tempo della nascita di Gesù. Denis Conte ci confessa che ha sempre avuto sin da piccolo la passione di fare il presepe per il Natale e da alcuni anni si è specializzato nel presepe meccanico con personaggi in movi­mento. E’ quasi un bisogno che egli avverte e comincia a impossessarsi del giovane ar­tista appena arriva l’autunno, quando inizia la progettazione del presepe e cominciano le fasi di preparazione che lo vedono passare intere giornate a curare ogni particolare.

Un vero esempio di arte presepiale in circolazio­ne a Carosino che anche i locali conoscono pochissimo e che, invece, andrebbe adegua­tamente valorizzato per diversi motivi, non ultimo anche la calorosa accoglienza riser­vata ai visitatori dallo stesso artista e dalla sua famiglia. Com’è tradizione consolidata è possibile visitare il presepe di Denis Conte a Carosino in via Dandolo n. 106 sino alla Candelora.

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