21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:00:54

Cronaca News

«Non potevo non denunciare», parla l’accusatrice del Prefetto Paola Galeone

L'ex rappresentante del Governo a Cosenza è ora ai domiciliari a Taranto e sarà interrogata il 7 gennaio dal gip

Paola Galeone
Paola Galeone

Sarà interrogata il 7 gennaio prossimo a Cosenza, la tarantina Paola Galeone, prefetto di Cosenza sospesa dal servizio dopo che è finita agli arresti domiciliari con l’accusa di induzione indebita a dare o promettere utilità. E’ stata denunciata dell’imprenditrice cosentina Cinzia Falcone.

Il Prefetto è finito nei guai per aver proposto, secondo l’accusa, di dividere una somma rimasta nelle sue disponibilità e che altrimenti sarebbe stata restituita al Ministero dell’Interno. Intanto l’imprenditrice che l’accusa ha rilasciato una intervista alla Gazzetta del Sud. “Sto con lo Stato, rifarei tutto” ha affermato Cinzia Falcone che guida una scuola d’inglese e presiede l’associazione “Animed” impegnata nella promozione di iniziative nelle scuole contro la violenza di genere. Un ramo della stessa associazione si occupa della gestione di un Centro di accoglienza per migranti a Camigliatello.

Dopo la sua denuncia l’ex prefetto di Cosenza, Paola Galeone, è stata posta dalla magistratura agli arresti domiciliari e sospesa dal servizio dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. “Non avrei potuto fare diversamente che denunciare – ha detto alla Gazzetta del Sud, Cinzia Falcone- da tempo sono impegnata nel sociale e spesso mi è capitato di pronunciare frasi del tipo “In questa terra dobbiamo scegliere da che parte stare da subito”. Ecco, questa volta, ho capito che toccava a me. Passare dalle parole ai fatti non è semplice soprattutto quando ci si trova davanti a un Prefetto della Repubblica. Il giorno prima, però, avevo ascoltato l’intervista al procuratore Gratteri in cui invitava i calabresi a ribellarsi e questo ha determinato in me ulteriormente la volontà di dissentire e dire di no a una ingiusta richiesta».

Ho conosciuto il prefetto Galeone quando si è isediata. Poi, in occasione della giornata internazionale della violenza contro le donne mi è stato proposto, visto l’impegno nel settore con la mia associazione Animed, di collaborare alla realizzazione di un evento occupandomi di contattare le scuole e di moderare la manifestazione. Cosa che ho fatto senza compenso alcuno. Ero fiera che la Prefettura, dunque lo Stato, ci avesse coinvolti in questo incontro. Quando mi ha proposto l’accodo corruttivo mi sono sentita azzerare la stima che avevo sempre nutrito nei confronti dei rappresentanti dello Stato. Ho poi pensato che si trattava solo di una persona e non dello Stato”.

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