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Come distinguere il pesce fresco

La parola al Nutrizionista

Il dr. Martino Martellotta
Il dr. Martino Martellotta

La scelta del cibo ha assun­to una connotazione di note­vole importanza, poiché ha finalmente assunto il ruolo determinante di strumento di prevenzione. Basti pensare al concetto:”siamo ciò che man­giamo”, pertanto è chiaro che se mangiamo bene anche il nostro organismo starà bene. Sempre più persone, adegua­tamente informate attraverso i canali ufficiali del Ministero della Salute, scelgono il cibo in maniera consapevole, ma è bene porre l’attenzione su que­gli alimenti che sono difficili da distinguere se freschi op­pure no.

Si tratta del pesce, ad esempio, il quale può presen­tarsi non fresco ed è necessa­rio capire se stiamo acquistan­do un prodotto davvero fresco cosi come indicato in etichetta. Diversamente, può sembrare paradossale, ma al posto di un pesce non più fresco è meglio acquistare del pesce surgelato, perché di certo avrà conserva­to molti più nutrienti. Partiamo dalle etichette, impariamo a leggerle per conoscere esatta­mente ciò che stiamo acqui­stando. Ad esempio, il Bac­calà, un prodotto consumato in abbondanza durante questo periodo, è il Merluzzo nordi­co “Gadus morhua” e “Gadus macrocephalus”.

Se sul banco del pesce si trova in etichetta la scritta “Baccalà” filetto di “Brosme o di Molva”, sappiate che l’attuale legislatura non lo consente più e definisce queste due specie di pesce di qualità inferiore al merluzzo nordico sopra indicato. In generale, per scegliere il pesce in totale se­renità si deve partire dalla os­servazione generale del pesce, dalla lucentezza e, se possibi­le, dall’odore che, se davvero fresco, non deve essere molto presente e pungente. Il colore rosso vivo delle branchie in­dica la freschezza del pesce, diversamente un colore marro­ne ne indica scarsa freschezza. L’occhio è sempre convesso e lucido se è fresco, ma se è concavo ed opaco allora è sta­to pescato da molto più tempo e se all’interno è visibile un granello biancastro, vuol dire che il pesce è stato dapprima congelato e poi scongelato. In etichetta deve essere indicato se si tratta di pesce decongela­to, affinché l’acquisto sia con­sapevole ed il prezzo adeguato al tipo di pesce ed alla sua fre­schezza. Infine, la muscolatura ci fornisce un ulteriore elemen­to per capire se il pesce è sta­to pescato da poco oppure no: premendo sulle carni col dito, se rimane la fossetta vuol dire che non è davvero fresco e, se lo prendete in mano deve rima­nere rigido e nella posizione in cui era posto sul bancone. Se invece, tende a piegarsi molle­mente allora quasi certamente si tratta di un pescato non mol­to recente.

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