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Mar Piccolo, dubbi sul parco

Le osservazioni di Italia Nostra dopo la conferenza dei servizi

Veduta aerea di Mar Piccolo e Mar Grande
Veduta aerea di Mar Piccolo e Mar Grande

La sezione tarantina di Italia Nostra (associazione naziona­le per la tutela del patrimonio storico, artistico e natura­le della nazione) presieduta dall’architetto Giuseppe To­daro, in merito alla conferen­za dei servizi per l’istituzione del Parco regionale naturale del Mar Piccolo, nei giorni scorsi ha inviato alcune osser­vazioni alla Regione Puglia e per conoscenza al sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci ed alle associazioni di volontaria­to del territorio. Ecco il testo integrale.

Nell’esprimere piena soddisfa­zione per l’incipit dell’iter am­ministrativo per la costituzione del Parco Regionale Mar Pic­colo, in quanto area di grande importanza ambientale e pae­saggistica ma anche di rilevan­za economica per il futuro di Taranto, non possiamo tuttavia esimerci dal far presente alcu­ne importanti e preoccupanti perplessità che di seguito indi­chiamo.

  1. Confini del Parco. Verifican­do la cartografia del Parco pre­sentata in Regione nel corso del primo incontro della Conferen­za dei Servizi dello scorso 13 di­cembre, constatiamo non senza stupore, una totale alterazione della perimetrazione del Parco che comprendeva, quella origi­naria, esclusivamente gli ambiti amministrativi del Comune di Taranto, così come era stata de­finita dal gruppo tecnico di la­voro per l’istituzione del Parco con il coordinamento del dott. Vito Crisanti. Tale perimetra­zione inoltre era frutto di un’in­tesa raggiunta a conclusione degli incontri con l’allora Diri­gente all’Urbanistica del Comu­ne di Taranto; la perimetrazione presentata nella Conferenza dei Servizi, mai discussa in alcuna sede e pertanto estranea al pro­cesso partecipativo, comprende territori dei paesi limitrofi che, in relazione a quanto consta ad Italia Nostra, il gruppo di lavoro aveva sin da subito ritenuto di tenere fuori per il preciso obiet­tivo di velocizzare l’iter istitu­tivo prima e la gestione poi del proponendo Parco. 2. Terreni agricoli. Il Parco del Mar Piccolo, in relazione a quanto ci è stato relazionato, ha come obiettivo fondamentale lo sviluppo economico del territo­rio in esso compreso mediante una migliore e razionale utiliz­zazione delle risorse del mare, della terra e dei contesti natu­ralistici. La sua istituzione co­stituisce un’ importante proget­to con cui modificare l’attuale paradigma in cui è confinata la Città di Taranto, mediante inve­stimenti sul Settore Primario, in primis le attività maricolturali e agricole, promuovendo l’eco­nomia circolare e sostenibile, la trasformazione e commercializ­zazione delle produzioni, il turi­smo naturalistico e culturale. La componente agricola del Parco è pertanto un fondamentale ed irrinunciabile volano dello svi­luppo, atteso che vi sono terreni fertili coltivati ma anche sotto-utilizzati od in abbandono. Per tali motivi, Italia Nostra ritiene di non poter condividere l’ino­pinata quanto inaspettata esclu­sione degli importanti terreni agricoli che di fatto sottrae al Parco proprio la risorsa su cui costruire una parte importante della futura economia.

A tal fine ci permettiamo di in­sistere su alcuni punti ripresi dalla bozza del Documento del Parco redatto dai tecnici che riteniamo della massima impor­tanza: promuovere l’occupazio­ne mediante l’utilizzo consape­vole delle risorse del mare, della terra e dei contesti naturalistici; promuovere l’economia circola­re e sostenibile, turismo natu­ralistico e culturale; promuove­re l’integrazione tra le attività umane e le risorse naturali; pro­muovere il coinvolgimento del mondo agricolo e del mare nella gestione dell’ambiente e del ter­ritorio per favorire lo sviluppo sostenibile, valorizzando il ruo­lo multifunzionale delle aziende agricole e delle comunità del mare quali custodi delle tradi­zioni, dei saperi esperienziali e principali garanti della tutela e conservazione dell’ambiente e del paesaggio.

In conclusione, nel riaffermare: la necessità che la perimetra­zione del proponendo Parco del Mar Piccolo rientri nei soli am­biti amministrativi del Comune di Taranto;

che del Parco del Mar Piccolo debbano far parte le superfici agricole già individuate, per le motivazioni tutte sopra esposte; Italia Nostra, Associazione on­lus di livello nazionale che ope­ra senza fini di lucro e persegue la tutela del Patrimonio storico e naturale del Paese, fa presente di condividere l’originale proposta di Parco, la cui perimetrazione, definita in collaborazione col la Direzione Urbanistica, com­prende unicamente i territori del Comune di Taranto; della stessa proposta condividiamo infine la valorizzazione delle risorse pri­marie del mare e della terra.

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