15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 16:13:34

Cronaca News

Taranto Capitale della Cultura, così rinasce la nostra città

Riflessione del prof. De Stefano sulla candidatura

Il MarTa di Taranto
Il MarTa di Taranto

Con vivo interesse e con legitti­mo orgoglio da cittadino di Ta­ranto, ho appreso che la città si candida a capitale italiana della Cultura.

Con Taranto numerosi altri luo­ghi di piccola, media e grande espansione; da Modica a Cata­nia, da Barletta a Pisa, a Livor­no e così via.

Ma per Taranto sono particolar­mente lieto e, pur sapendo che il compito è difficile ed arduo mi rende orgoglioso che la città nella quale sono nato, si pone a capitale italiana della Cultu­ra; e con proposito significativo anche perché l’attuale Ammini­strazione Comunale, in tutte le sue componenti, lavora per, non solo migliorare l’ambiente socia­le, umiliato da un mortifero com­plesso siderurgico, ma anche per qualificare l’aspetto visivo della città e programmare, special­mente per la città antica, riso­luzioni urbanistiche ed estetiche che mi auguro vadano in porto.

Sono convinto che la rinascita di Taranto potrà avere vita e valore a cominciare proprio dal recupe­ro totale dell’antica isola.

Essere città per diventare capita­le italiana della Cultura significa avere, “in primis”, una propria cultura ed attività culturale.

Avere un Museo nazionale di alto livello, un recuperato e nobilissi­mo Castello Aragonese è avere due punti di eccellente riferimen­to anche turistico, ma Taranto ha bisogno di altre valide strutture per le quali mi batto umilmente da anni; un Conservatorio mu­sicale, un recupero del “mitico” Galeso, un Museo nazionale navale, un’autonoma Università degli Studi ed una classe intellet­tuale, al di sopra di ogni colore politico, che sia propiziatrice di valide iniziative culturali, come già lo sono da tempo talune As­sociazioni culturali locali. E poi il recupero delle bellezze natu­rali a cominciare da quelle del mare; mare Piccolo avanti tutto.

Non si dimentichi che Taranto è la città di Virgilio, di Orazio, di Properzio, di Seneca per rimane­re nel mondo classico.

La Cultura è memoria e mai improvvisazione, è apertura al mondo della sapienza come quo­tidiana conquista e consapevo­lezza nei suoi cittadini del “va­lore” della propria città nella storia e per la Storia; è coscienza civica di cosa è un destino della città nella quale si è nati e si vive.

Altrimenti è anemia mentale.

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