19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca News

Si apre il processo di beatificazione per Pierangelo Capuzzimati

Venerdì in Curia la sessione di apertura

L'incontro tra Pierangelo Capuzzimati e Papa Benedetto XVI
L'incontro tra Pierangelo Capuzzimati e Papa Benedetto XVI

Tutto pronto a Taranto per la mattinata di do­mani 10 gennaio, presso la lo­cale Curia Arcivescovile, per la sessione di apertura dell’In­chiesta Diocesana per la causa di beatificazione e canonizza­zione del Servo di Dio Pieran­gelo Capuzzimati. Nato a Ta­ranto ma vissuto a Faggiano, il giovane Capuzzimati poco più che diciottenne, è volato al cielo il 30 aprile 2008 a causa di una leucemia che non gli ha lasciato scampo.

Quella vissuta da Pierangelo è una storia uma­na di santità umile e semplice, tant’è che è stato definito tra l’altro come “santo della porta accanto”. Pur tuttavia, anche in questa apparente modesta vita, la vicenda di Pierangelo ha me­ritato lo stesso di essere cono­sciuta maggiormente arrivando all’analisi per l’elevazione agli onori degli altari. Tantissime le testimonianze positive raccol­te in merito alla sua esistenza, come si fa in questi casi con le persone in odore di santità. Deposizioni e documentazioni che hanno portato ad accerta­re come questo giovane, ben­chè adolescente, già all’età di 17 anni fosse in pieno possesso soprattutto di una fede adulta e matura unita a un bagaglio cul­turale di tutto rispetto che, tra l’altro, lo hanno portato a non arrendersi di fronte al male. In Pierangelo Capuzzimati si può parlare di estrema bontà, di al­truismo ineffabile e di sensibili­tà compassionevole, virtù elar­gite nei confronti delle persone che conosceva nel corso del pro­prio cammino . Tra le innume­revoli testimonianze ne citiamo a titolo di esempio una fatta proprio papà Angelo e mam ma Giusy: “Un giorno – hanno raccontato i genitori – Pieran­gelo invitò a casa un profugo di guerra dal Kossovo , condi­videndo con lui quanto aveva.

Pierangelo inoltre non mancava di aiutare a studiare i compagni bisognosi di sostegno, alternan­doli con momenti di gioco” . Nell’estate del 2004,a 14 anni, Pierangelo, manifesta i primi segni della malattia che lo po­terà alla morte prematura. Era il Santo Rosario, che Pierange­lo recitava quotidianamente, a donargli una sensazione di pace che stupiva tutti a cominciare dai suoi affetti più cari: “..anzi era nostro figlio a confortare noi e chi lo veniva a visitare – con­tinuano i genitori – invitandoci tutti ad affidarci al ‘suo amico Gesù’”. Una similitudine questa alla beata Chiara Luce Badano, che ci porta a sperare che anche Pierangelo Capuzzimati possa essere quanto prima annoverato tra la gloria dei santi.

 

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