Cronaca News

Patto tra MarTa e Asl di Taranto

Presentato l’accordo per l’accessibilità e l’inclusione culturale di persone con disabilità

Il direttore generale dell’Asl di Taranto, Stefano Rossi, e la direttrice del Marta, Eva Degl’Innocenti
Il direttore generale dell’Asl di Taranto, Stefano Rossi, e la direttrice del Marta, Eva Degl’Innocenti

È stato presentato presso il MArTA il protocollo di intesa avviato tra l’Azienda Sanitaria Locale di Taranto e il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA che per­metterà la realizzazione di azio­ni comuni per l’accessibilità e l’inclusione culturale, progetti sul rapporto tra arte e salute e per lo sviluppo di progetti di ri­cerca congiunti.

«L’iniziativa incoraggia l’e­spansione di attività culturali e artistiche rivolte a pazienti, ospiti di strutture, anziani, di­sabili, che rappresentano una fascia di cittadini con livelli di partecipazione e pratica minore – si legge in una nota congiun­ta – L’accesso, l’accoglienza alle persone con disabilità psichi­che, fisiche e neurologiche nei musei produce significati, com­prensioni, ricordi, attraverso processi comunicativi diversi, se non nuovi, rispetto alle stra­tegie terapeutiche quotidiane».Si tratta di una attività che vede anche il supporto della Regio­ne Puglia, come ha dichiarato il Presidente della Regione Pu­glia, Michele Emiliano: «L’at­tenzione della Regione Puglia e dell’Asl Taranto verso le per­sone che vivono in condizione di fragilità è sempre molto alta. Da oggi, grazie all’arte, in tanti potranno vivere esperienze in­clusive all’insegna della cultura e della conoscenza. Il museo, l’arte, possono così diventare catalizzatori di un processo mi­gliorativo, accompagnando po­sitivamente i percorsi di cura».

«È un progetto ambizioso – chiosa Eva Degl’Innocenti, Direttrice del MArTA – Per la prima volta in Italia si fa pro­gettazione strategica sul tema dell’accessibilità e della inclu­sione culturale dei soggetti con disabilità. Come Museo, noi già lavoriamo molto con asso­ciazioni e altre realtà curando diversi progetti di inclusione, ma questo protocollo integra le nostre competenze di edu­cazione e formazione museale con quelle della Asl. Non solo la nostra esperienza diretta, ma anche diversi studi hanno di­mostrato che le visite ai musei migliorano e allungano la vita delle persone e questo vale an­che per i soggetti in condizione di fragilità».

«Questo di Taranto è un proget­to pilota – ha aggiunto Stefano Rossi, Direttore Generale della Asl Taranto – ed è stato ispirato da progetti di successo già attivi negli Usa e in Canada. In una società caratterizzata da una popolazione sempre più anzia­na, con più persone affette da malattie croniche ma anche da forme di disagio psichico, di­pendenze patologiche o forme di autismo, è necessario fornire delle risposte nuove che affian­chino le cure e le terapie e che possano migliorare la vita da vi­vere. Il Protocollo vuole sancire la nostra volontà di intrapren­dere un percorso virtuoso che, grazie ai benefici ottenuti per mezzo dell’arte e della bellez­za, porti un miglioramento del­le condizioni generali. Sarebbe bello se il museo diventasse una sorta di reparto di eccellenza dell’ospedale».

È un progetto che si pone l’o­biettivo di garantire e sostenere con costi ridotti e in parte già coperti, politiche di invecchia­mento attivo, recupero sociale e sanitario che, in molti casi cli­nici, rappresentano l’anticame­ra del buco cognitivo. «L’arte, il museo, possono migliorare e cambiare, attraverso spazi in­clusivi, le esperienze di vita di persone sofferenti, colpite da malattie diverse, nel recupero o mantenimento delle capacità cognitive e delle funzioni neu­ro-motorie».

Oltre all’organizzazione di esperienze dedicate nel museo, il protocollo prevede anche l’or­ganizzazione di attività presso le strutture della ASL a bene­ficio dei pazienti ricoverati, ma anche una importante collabo­razione che vedrà l’utilizzo di professionalità, strumentazioni e laboratori della Asl Taran­to per effettuare nuovi esami scientifici sui reperti del MAr­TA.

Il protocollo di intesa

L’accordo ha una durata trien­nale e si pone l’obiettivo di sviluppare attività, iniziative e programmi volti a promuovere e favorire l’accesso delle perso­ne con diversabilità alla cultura e garantirne la piena partecipa­zione. L’accordo ha inoltre lo scopo di sviluppare numerosi progetti di ricerca congiunti. I primi beneficiari di questo progetto saranno gli utenti dei centri diurni, delle strutture re­sidenziali e delle RSSA conven­zionati con la Asl Taranto. Al momento sono già state eviden­ziate delle macro-aree in modo da organizzare delle esperienze adatte: sordi, ipovedenti/non ve­denti, pazienti affetti da demen­za senile/morbo di Alzheimer, persone affette da autismo o disabilità mentali e persone con dipendenze patologiche. L’o­biettivo è quello di estendere il progetto anche ad altri utenti in carico presso altre strutture del­la ASL e che potrebbero giova­re del coinvolgimento in queste attività.

Saranno individuati percorsi tematici dedicati tenendo con­to delle specifiche esigenze e delle caratteristiche degli utenti (come ad esempio, con la pre­senza di un interprete della lin­gua dei segni per i sordi oppure dei materiali in braille per gli ipovedenti, ecc.) al fine di offrire esperienze di visita al Museo in condizioni di comprensibilità, autonomia, comfort e sicurezza affinché gli utenti possano svi­luppare e realizzare il proprio potenziale creativo, artistico e intellettuale, non solo a proprio vantaggio, ma anche per l’arric­chimento della collettività.

La creazione di un gruppo di lavoro multidisciplinare con­sentirà inoltre di analizzare gli effetti positivi della visita e dei laboratori svolti al Museo sulla salute e sul benessere psico-fisi­co dei fruitori.

L’accordo ha anche l’obiettivo di individuare altri percorsi di integrazione, coinvolgendo altre associazioni e enti del terzo set­tore, ma anche istituti formativi e scuole, al fine di creare un cir­colo virtuoso di collaborazioni e partecipazione.

Un ulteriore e possibile svilup­po sarà inoltre quello di realiz­zare progetti congiunti per lo studio di reperti del MArTA, che mettano in campo le rispet­tive competenze dei due Enti.

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