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“Cip!”: undici brani per il ritorno di Brunori Sas

L’album, il nono del cantautore, è uscito lo scorso 10 gennaio

Brunori Sas
Brunori Sas

MILANO – «Canto dell’uomo e non degli uomini, perché non mi ap­proccio alle vicende come prima: mi sono calato nei panni dell’uomo, più di pancia che di testa, vedendo le cose da una prospettiva diversa, spirituale, con slancio idealistico e con la voglia di raccontare ciò che ho provato». Lo ha sostenuto Dario Brunori alla presentazione del suo novo album “Cip!” di undici brani, uscito lo scorso venerdì, 10 gennaio, col nome d’arte Brunori Sas.

«Volevo che il disco avesse un titolo sonoro, legato alla natura e alla leg­gerezza – ha accennato – Il tono è più lieve e delicato, più pacificato in un mondo dove bisogna fare molto clamore, anche nella musica».

Quali sono le novità di questo album rispetto ai precedenti.

«Mai come in questo album ho af­frontato la canzone classica – ha precisato – Ho sentito la necessi­tà di strutturare le canzoni che non fossero troppo cantautorali, giusto in linea con ciò che volevo raccontare: ho trattato dell’esistenza, del bene e del male, in una forma di accettazio­ne che non fosse rassegnazione, per non farsi disincantare. Comunque non racconto l’io».

Dario Brunori si era posto dei paletti quando ha cominciato a lavorare a questo disco.

«Sicuramente che avrei cercato di scrivere in modo più poetico e meno prosaico, prediligendo argomenti di ordine etico e filosofico – ha confes­sato – Si tratta di territori ambigui e spinosi, ne sono cosciente, in cui è facile cadere nel pedante, nel mora­lismo spiccio o, peggio, nella bana­lità: li ho affrontati, al limite, solo col guizzo del poeta, non di certo con la preparazione e la cura dell’accade­mico, dello studioso o dell’erudito».

Il cantautore ha scavato nel quotidia­no, come ne “Il mondo si divide”.

«Certi giorni sono il peggiore dei co­glioni, un giorno sì e un giorno no – ha ammesso – A volte ci sono esem­pi di vita vissuta o semplicemente cose che vedo intorno che mi creano una forma di disincanto, perché il mio è un canto che si muove fra un incanto e un disincanto. C’è chi dice che i violenti debbano essere trattati con violenza».

L’album è stato preceduto dal singo­lo estivo “Al di là dell’amore” e dal novo “Per due che come noi”. Brunori ha voluto toccare con mano il fenomeno delle Sardine.

«A Cosenza ha dato l’impressione di un movimento assolutamente spon­taneo che farebbe storcere il naso alla vecchia guardia – ha riflettuto – I toni sono di una coralità e di uno stare insieme, in un momento storico in cui partecipare è fondamentale: credo che la cosa peggiore sia non andare a incontrare in carne e ossa degli esseri umani e limitarsi a stu­diare queste cose facendosi un giu­dizio solo sulla base mediatica, ma non so dove andrà a finir e».

“Parla con Dario” è una nuova forma di instore tour in alcune città italiane; in Puglia il 16 gennaio alla Feltrinelli di Bari (ore 18.30) e il 17 a Officine Cantelmo di Lecce (ore 18.30).

«Molto semplicemente sono io che incontro delle persone – ha spiegato – Parleremo di ciò che vuole ognuno, del disco, del tour, di calcio, del noi che è molto presente nel disco ma anche di una serie di suggestioni».

Brunori Sas Tour 2020 è in partenza da marzo nei palazzetti di tutta Italia, prodotto da Vivo Concerti: il 3 aprile sarà al PalaFlorio di Bari.

«Andrò a prediligere l’aspetto musi­cale con la musicalità che nel disco è giusta per i suoi contesti – ha osser­vato – Faremo un ‘live’ un più tirato, ci saranno momenti diversi, molto corale, una sorta di celebrazione non mia, dieci anni di musica, ma un in­contro con il pubblico. I brani li devo scegliere fra il meglio del meglio per­ché sono tutti dei capolavori, canzo­ni vecchie che potranno star bene con le nuove e momenti di amore verso il pubblico con i pezzi che non potrò fare a meno altrimenti non mi faranno uscire dal palazzetto».

 

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