Il Ponte Girevole di Taranto
Il Ponte Girevole di Taranto

«I fatti raccon­tano di una Taranto ormai pro­iettata a livello internazionale. Prima l’assegnazione dei Giochi del Mediterraneo del 2026, ora la candidatura a capitale italia­na della Cultura per il 2021: una certezza la prima, una speranza la seconda. Facendo tesoro dell’e­sperienza, la comunità tarantina tutta è chiamata a fare un salto di qualità: è auspicabile che istitu­zioni locali, mondo della cultura e dell’associazionismo, d’intesa con i soggetti di rappresentanza del mondo economico e sociale, possano condividere iniziative e progetti per utilizzare al meglio, per esempio, le risorse finanziarie disponibili».

A parlare è il consigliere comu­nale e provinciale, Piero Bitetti. «Spesso ci si lamenta della man­canza di fondi a disposizione ma, a ben vedere, alcuni dei limiti allo sviluppo della nostra terra sono da ricondurre essenzialmente a due criticità: da un lato l’inca­pacità di definire con precisione gli obiettivi da raggiungere e, dall’altro, le difficoltà degli ap­parati amministrativi, quasi sem­pre sotto organico, di supportare adeguatamente le scelte politiche. Tutto questo dovrebbe far parte del nostro passato.

Il Comune di Taranto, infatti, sta svolgendo un ruolo importante per voltare definitivamente pa­gina. Si spiegano così le risorse stanziate e da stanziare per la riqualificazione urbana a partire dalle periferie, la cultura, la Cit­tà vecchia, il sostegno al sistema universitario e, appunto, i pro­grammi di potenziamento della macchina amministrativa con nuove e qualificate assunzioni.

Queste scelte politiche, chiare e che riscontrano l’apprezzamento dei cittadini, sono l’emblema di una nuova cultura istituzionale che si sta facendo largo nella no­stra città. Una cultura istituziona­le che privilegia il confronto, che esalta le competenze e i talenti, capace di interloquire con i diver­si e superiori livelli istituzionali, che si misura con l’ambizione di far diventare Taranto una cit­tà colta, solidale, europea. Stia­mo insomma sperimentando un nuovo modo di fare politica che guarda sì al contingente ma che esprime soprattutto una visione di futuro da condividere con gli stakeholder e i tarantini. Signifi­cativo, in tal senso, il protagoni­smo del sindaco Rinaldo Melucci. Nel contempo, dovremmo tutti essere impegnati a tenere a debita distanza disfattismo e vittimismo, cioè due patologie croniche che tanto male hanno fatto a Taranto e alla provincia ionica».

2 Commenti
  1. Vincenzo 4 mesi ago
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    Per diventare una Città internazionale ci vuole: Un’aeroporto e non delle rare navette che ci portano presso altri siti dove funzionano gli aeroporti con piste più piccole di quella dell’aeroporto di Taranto. A Taranto sarà riaperto ai voli civili solo se i tutori residenti a Bari e Brindisi lo permetteranno perche siamo sottopostoi a loro e noi siamo senza autonomia.decisionale nonostante partecipiamo a sostenere l’Ente aeroporti di Puglia. Per quando riguarda la “Città della Cultura”. Taranto ha fatto solo la domanda per ottenere tale beneficio….e non è la prima volta che rimane al palo.- Per diventare Città internazionale abbiamo bisogno di amministratori capaci di autonomia e non quelli che chiamano “papà” per risolvere qualche disputa. Sono anni che nessuno riesce a farci sapere del perchè Taranto sia boicottata sul piano dei trasporti (aerei e ferroviari). Ricordate i tempi quando i treni partivano tutti da Taranto per la dorsale Adriatica e anche quelli per quella Tirrenica e raggiungevano tutte le Città che contano (Milano – Torino – Genova – Roma -Livorno – La Spezia ecc.) ora bisogna aspettare i treni che arrivano (stracarichi) dalla Calabria e dalla Basilicata. E i voli per Roma – Milano – Genova ?. Quando si risolveranno questi problemi, forse si può iniziare a discutere di Città internazionale. Siamo gemellati con Brest città francese che conta circa 140.000 abitanti e Taranto, all’epoca del gemellaggio, contava circa 250.000 abitanti. ma Brest aveva ed ha tutto (Università – treni – aeroporto). Taranto invece, per insipienza si è fatto sfuggire tutto. E il tutto è andato, caso strano, nel Salento, arricchendo Lecce e Brindisi di strutture nostre. (Università – aeroporto e la lista è lunga per cimentarmi) L’ultimo regalo fatto a Lecce è stata la sopraintendenza dei beni archeologici che si trovava a Taranto da oltre un secolo e quì tutti a dire (ce m’ ne futt a mè) Ma vengono quì solo per essere eletti o rieletti.

  2. Egidio 4 mesi ago
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    Condivido il commento appena letto, aggiungo inoltre che cultura è anche senso civico, assente nei cittadini di Taranto che continuano a sporcare le nostre strade, le nostre piazze, i nostri giardini, che continuano ad aggredire i nostri autisti di bus e i nostri medici del pronto soccorso o del 118. Altro che capitale della cultura, capitale dell’incivilta’ e del menefreghismo.

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