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«Il cambiamento deve partire da subito»

Giangrande (Confcommercio): «Siamo disponibili a lavorare per questo obiettivo comune»

Leonardo Giangrande
Leonardo Giangrande

Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha presentato “Ecosistema Taran­to” la strategia di transizione ecologica, economica ed ener­getica per far diventare Taran­to una città resiliente entro il 2030. Sull’argomento si registra l’intervento della Confcommer­cio di Taranto.

«Taranto, da città problemati­ca a città sostenibile entro un decennio. Ed in particolare è su quell’undicesimo obiettivo dell’Agenda 2030 per lo ‘Svi­luppo sostenibile’ – sottoscritta dai Paesi dell’Onu – ‘Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e so­stenibili’ che il Comune di Ta­ranto punta, invertendo, a parti­re dall’immediato, il ‘racconto’ della città, naturalmente non ignorando i reali problemi che sussistono. L’Amministrazione Melucci lancia la sfida traguar­dando ad un arco temporale non immediato. L’Ilva – con tutto il suo carico di negatività – è una realtà incombente – ma, il nuo­vo modello di sviluppo del ter­ritorio da qui al 2030 andrà, è questo l’auspicio, oltre lo stabi­limento».

«Quel futuro è già oggi, nel senso che Taranto deve avvia­re il processo di graduale cam­biamento a partire da subito. Questo – afferma il presidente provinciale, Leonardo Gian­grande – è il ragionamento che Confcommercio Taranto già sette anni fa, in occasione di un convegno nazionale ‘Cambiare si può’, anticipando forse i tem­pi, ha fatto proprio. Taranto non è solo industria siderurgica. Lo abbiamo ripetuto in tutti i modi ed in tutti i contesti, restando spesso isolati nel nostro dire, se non addirittura emargina­ti come fossimo i portatori di una idea di sotto-sviluppo. Non abbiamo mai rinnegato il ruolo dell’industria, ma abbiamo sem­pre detto che bisognava lavorare per favorire la diversificazione produttiva e per costruire un’al­ternativa di sviluppo economico del territorio che valorizzasse le naturali vocazioni legate al mare, all’agricoltura, al tu­rismo, alla cultura. Abbiamo sempre creduto nella potenziale capacità di attrazione del capo­luogo e nella necessità di dar vita ad un modello di città ac­cogliente ed innovativa, in gra­do di svincolarsi dall’immagine incombente di città industriale, rassegnata a subire i danni fisici e di immagine della monocultu­ra industriale».

«Già nel 2013 è stata Confcom­mercio Taranto a sollecitare Pugliapromozione ad invertire il paradigma mediatico nel qua­le stava sprofondando Taranto, lanciando la campagna di pro­mozione turistica ‘Questa è Ta­ranto’».

«Noi abbiamo sempre creduto che Taranto e l’intero territorio provinciale – sottolinea Gian­grande – avessero le potenzia­lità per svincolarsi dalle catene dell’industria e per osare la sfi­da che oggi finalmente si vuole lanciare operando, come abbia­mo ascoltato dalla voce del pri­mo cittadino, Rinaldo Melucci, in occasione della due giorni al Fusco, una reale e profon­da diversificazione produttiva, agevolando i percorsi più inno­vativi e coinvolgendo il tessuto imprenditoriale, delle professio­ni e le migliori intelligenze del territorio. Ed intanto già il 2020 ci pone dinnanzi ad un primo banco di prova, la candidatura di Taranto a Capitale Italiana della Cultura. Certo una sfida non facile considerato il parter­re dei concorrenti e le criticità dalle quali Taranto parte, ma dobbiamo provarci ed esserne convinti. Dobbiamo trasforma­re la negatività in una oppor­tunità di rilancio del territorio e dobbiamo sentirci tutti par­te attiva di questo processo di trasformazione. Il nuovo anno deve dunque vederci impegna­ti nell’avvio di un percorso di confronto, di co-progettazione e di partecipazione attiva ac­canto alla Amministrazione comunale per l’elaborazione di una strategia di rinnovamento e di valorizzazione del tessuto economico produttivo legato al mare, al turismo, al commercio e alle professioni che deve par­tire da subito. Confcommercio ribadisce la propria disponibili­tà a lavorare per questo obietti­vo comune».

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