Cronaca News

«Recuperare le aree interne al muraglione dell’Arsenale»

Mozione presentata dall’opposizione consiliare di Taranto

Il muraglione dell'Arsenale
Il muraglione dell'Arsenale

«La riapertura dei varchi orginariamente aperti, il recupero di tutte le aree oggi inuti­lizzate, la realizzazione di piste ci­clabili e passeggiate lungo il Mar Piccolo, l’attivazione di percorsi archeologici (in coordinamento con il MarTa), il recupero di locali da adibire ad attività culturali, fa­vorirebbe in maniera sostanziale uno sviluppo nuovo, soprattutto in vista di eventi di grande rilevanza turistica come i Giochi del Medi­terraneo».

Ne sono convinti i consiglieri co­munali d’opposizione Massimo Battista, Floriana De Gennaro, Vincenzo Fornaro, Rita Corvace e Tony Cannone. Nei giorni scorsi, infatti, hanno depositato una mo­zione per chiedere di “ripensare” il muraglione dell’Arsenale. «È da anni un limite per il quartiere Borgo – spiegano i consiglieri – è arrivato il momento di ripensarlo e rendere fruibili ai tarantini gli enormi spazi che cinge Il mura­glione arsenale di Taranto. A se­guito del trasferimento della base navale della Marina Militare in Mar Grande, e in riferimento ai contestuali accordi istituzionali intercorsi, nonché a quanto pre­visto dal Tavolo Istituzionale per Taranto, si profila un recupero di ampie aree prospicienti il mar pic­colo, a partire dai 750 metri della banchina torpediniere.

La volontà condivisa di pianifi­care azioni che nel breve e medio periodo consentano di favorire nuove occasioni di sviluppo nel settore turistico, incontra la ne­cessità di recuperare e valorizza­re altre aree resesi disponibili, di particolare valore, storico, paesag­gistico, archeologico, culturale. Ritenuto che il muro di cinta che costeggia i 90 ettari circa occu­pati in parte dall’Aresenale mili­tare, in gran parte oggi dismessi per via del citato trasferimento in Mar Grande della base navale, conosciuto come “il muraglione”, che si estende per circa 4 km. per un’ altezza di circa 7 metri, a cui si aggiunge un’altrettanta esten­sione nell’area della nuova base navale di Chiapparo, taglia in due la città e impedisce la fruibilità di un ampia area prospiciente il Mar Piccolo.

Il muro, la cui costruzione è ter­minata nel 1889, aveva ragione di esistere ai fini militari di prote­zione di un area destinata inizial­mente alla costruzione di naviglio da guerra. Motivazioni evidente­mente non più attuali. Allo stato rappresenta un inutile dannosa barriera tra la città e le bellezze naturalistiche adiacenti il Mar Piccolo. Peraltro, a fronte di chi ne declina il valore storico, il mu­raglione appare scarsamente ma­nutenuto e in alcuni tratti in stato di totale decadimento».

L’obiettivo dei consiglieri Battista, De Gennaro, Fornaro, Corvace e Cannone è quello di «impegnare sindaco e Giunta a porre in essere tutte le azioni utili ad avviare ogni necessaria procedura finalizzata a recuperare, alla fruibilità della Ccollettività, le aree attualmente non utilizzate dalla Marina Mili­tare, e a pianificare, anche ricor­rendo ai finanziamenti da tempo deliberati a favore della città, e nel caso, a ricercare fonti integrative, progetti di valorizzazione di quel­le aree, in un’ottica di sviluppo di attività turistiche e sociali».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche