20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 20 Ottobre 2020 alle 06:40:48

Cronaca News

Revocati i “domiciliari”, il Prefetto Paola Galeone torna libera

Emesso un provvedimento di interdizione della durata di un anno

Paola Galeone
Paola Galeone

Il gip del Tribu­nale ha revocato i “domiciliari” all’ex prefetto di Cosenza, Pao­la Galeone, che era agli arresti nella sua casa di Taranto dopo essere stata scoperta mentre intascava una mazzetta da 700 euro. Il giudice ha però emesso un provvedimento di interdizio­ne dai pubblici uffici della du­rata di un anno. Intanto mar­tedì prossimo il Tribunale del Riesanm di Cosenza deciderà sul ricorso presentato dagli av­vocati Biagio Leuzzi e Franco Sammarco i quali hanno chiesto la revoca del provvedimento di interdizione.

Paola Galeone nei giorni scorsi è stata interrogata dal gip e si è proclamata innocente. Difesa dagli avvocati Leuzzi e Sam­marco è stata ascoltata per due ore dal gip, dott.ssa Letizia Benigno, alla presenza del pm, dott. Giuseppe Visconti.

Paola Galeone, è stata arrestata con l’accusa di aver preso de­naro dall’imprenditrice Cinzia Falcone.

“Ha fornito la sua versione dei fatti e al termine dell’interroga­torio abbiamo chiesto la revoca della misura cautelare” avevano detto i suoi difensori.

A Paola Galeone, che è stata sospesa dalle sue funzioni dopo l’arresto, viene contestato il re­ato di induzione indebita a dare o promettere utilità.

L’ordinanza di custodia cautela­re ai “domiciliari” era scattata al termine di una rapida indagi­ne della Squadra Mobile di Co­senza, avviata dopo la denuncia della imprenditrice.

Secondo l’accusa l’obiettivo di Paola Galeone sarebbe stato quello di fare la cresta sulle spese di rappresentanza che il Viminale autorizza ai suoi rap­presentanti territoriali con uno specifico fondo.

A Cosenza era rimasto circa un migliaio di euro che la Prefet­tura avrebbe dovuto restituire al Ministero dell’Interno e che il Prefetto avrebbe deciso, invece, di incassare. Avrebbe proposto alla referente di un centro di accoglienza per migranti e pre­sidente di una associazione, di emettere una fattura falsa per spese inesistenti.

Paola Galeone avrebbe indicato anche la cifra, 1.220 euro (700 euro a lei e 500 all’imprenditri­ce).

La vittima avrebbe solo finto di accettare la sua proposta e il 23 dicembre si è presentata in Que­stura per sporgere denuncia. Le utenze del Prefetto sono finite sotto controllo.

I soldi consegnati a Paola Gale­one erano fotocopiati e marchia­ti. Inoltre all’incontro, avvenuto in un bar che è situato di fronte alla Prefettura, l’imprenditrice si è presentata con microfono e mini telecamera.

Le fasi della consegna dei soldi sono state registrate e all’uscita del bar il Prefetto è stato ferma­to dagli agenti e accompagnato negli uffici della Squadra Mobi­le. Gli investigatori nella borsa del Prefetto di Cosenza hanno rinvenuto le banconote foto­copiate e marchiate che poco prima le aveva consegnato l’im­prenditrice. Ora su ordine del gip, Paola Galeone è tornata in libertà.

tazione di campagna sempre in uso al venticinquenne , ma sem­pre nella disponibilità operativa del ventinovenne, dove sono stati rinvenuti altri 690 grammi di infiorescenze psicotrope che erano stipate in una borsa frigo.

L’intero quantitativo di droga e l’attrezzatura per la produzione sono stati posti sotto sequestro mentre la cannabis indica e le in­fiorescenze sono state inviate al Laboratorio di analisi sostanze stupefacenti del Comando pro­vinciale. L’arrestato è stato con­dotto nella casa circondariale di Taranto, a disposizione dell’au­torità giudiziaria.

1 Commento
  1. Luigi 9 mesi ago
    Reply

    Se fosse stato un imprenditore avrebbe avuto l’interdittiva a vita e La revoca di tutti gli appalti. Chissà questo prefetto Quanto interdittive ha fatto con la famosa legge del sospetto.

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