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Pentole e tegami, occhio all’alluminio

Lo dice il nutrizionista

Pentole in alluminio
Pentole in alluminio

Chi si adopera in cucina fa un uso vario di pentole e strumen­ti per preparare le pietanze che poi devono essere conser­vate o consumate di li a poco e, nell’uso comune, si cerca di rendere facile il lavoro in cu­cina, soprattutto quando poi quegli stessi strumenti devo­no essere lavati e puliti.

Negli anni più recenti, la tecnologia ha sviluppato tegami con ri­vestimento antiaderente, in grado di cuocere gli alimenti senza che questi si attacchino alla pentola e senza che si ren­da necessario l’uso dei grassi, come olio o burro. Esistono in commercio diversi materiali con cui si fabbricano le pen­tole da cucina, come l’acciaio, utile per cuocere gli alimenti con l’acqua, oppure in terra­cotta, comode per la cottura degli alimenti vicino alla bra­ce del camino. Vi sono anche pentole in alluminio, un mate­riale molto apprezzato grazie alla sua “plasticità” di utilizzo. Esistono sia pentole da fiamma o da forno in alluminio, sia te­gami usa e getta, come quelli monouso che si prestano molto al trasporto del cibo. La salute degli alimenti nasce anche dal metodo di cottura utilizzato e dagli strumenti usati in cucina per preparare il cibo. Ma sui ri­schi dell’alluminio ci sono di­versi studi condotti negli anni e c’è ancora molta strada da per­correre affinché si conoscano a fondo i rischi connessi ad un uso scorretto di tale elemento.

Ad oggi è possibile affermare con relativa sicurezza che i cibi cotti in tegami di alluminio non comportano rischi per la salute, ma questi crescono nel momento in cui commettiamo alcuni errori, che causano il rilascio dell’alluminio che può diventare tossico per il nostro organismo. Il primo errore è di non leggere le etichette, diver­samente potremmo scoprire se è possibile o meno che venga messo a contatto diretto con gli alimenti. In genere si consiglia di non riutilizzare i contenitori monouso se sono già stati usati per cucinare, soprattutto se si pensa di lavarli e poi riusarli fino a quando non si rovinano definitivamente, ma devono essere eliminati attraverso il regolare recupero del riciclo differenziato. Inoltre, questi contenitori non devono venire a contatto con alimenti acidi o molto salati, come le alici sotto sale, il limone o l’aceto. La conservazione dei cibi in contenitori in alluminio è pos­sibile solo se sono secchi e se si possono conservare a tempe­ratura ambiente, come la pasta, il pane, la frutta secca. Infine, è bene evitare di graffiare i tegami con mestoli metallici, adoperando quelli in legno o plastica adatta alla cucina e, se dobbiamo conservare in conte­nitori di alluminio un alimento cotto, è bene riporlo in frigo ben coperto se lo consumiamo entro le 24ore oppure conge­larlo se si superano le 24 ore.

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