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Anèt Elsw, voce raffinata dello swing

In giro per il mondo fra vinili, dj, producer: si resta a Taranto

Anna Abatemattei, in arte Anèt Elsw
Anna Abatemattei, in arte Anèt Elsw

Questa setti­mana il mio girovagare alla ricerca di personaggi di alto spessore artistico si ferma nella mia città natale, cioè Taranto, terra che contra­riamente a quello che si potrebbe pensare, ritengo ricchissima sotto l’aspetto artistico.

Vi parlo di Anna Abatemat­tei, in arte Anèt Elsw.

Anèt, supportata dal suo produttore e compagno Ga­briele Semeraro, ha innan­zitutto avuto l’intuizione di tuffarsi nell’electro – swing, genere oggi molto di tenden­za in gran parte dell’Europa e del mondo. Non a caso, infatti, proprio a questo ge­nere si sono dedicate molte delle band più acclamate sul pianeta. Lei è considerata una delle voci più raffinate della scena swing italiana. Percorre una carriera fatta di contaminazioni musicali, dallo swing al pop, dalla mu­sica brasiliana a quella elet­tronica, dalle sonorità rock a quelle classico- sinfoniche. Nel 2019, proprio di recente, pubblica “Candyland”, un concept album targato “Mu­sic Couture”, perché come nell’alta moda, anche nella musica si possono speri­mentare cuciture di stili e tendenze alla ricerca e cre­azione di un suono unico e travolgente.

“Candyland” è vissuto come un viaggio in una macchina del tempo che attraversa le epoche e gli stili, ne subisce le contaminazioni e le fa rim­balzare avanti e indietro in un vorticoso spazio-tempo indefinito. L’electro swing, la musica classica, il pop, la musica elettronica si fon­dono in un unico nuovo stile dal sapore cinematografico e a tratti circense. È l’idea del sogno, in contesti festa­ioli stile “Grande Gatsby” contemporaneo e di irrefre­nabile voglia di ballare. Si può vivere l’atmosfera di una canzone americana del 35 immersi in suoni elettronici e beat ad alto ritmo, scivo­lando velocemente sui vio­lini di un’orchestra sinfonica dal déjà vu mediterraneo, fino ad arrivare alla Carmen di Bizet, passando per una tormentata filastrocca rock che racconta del bisogno di bellezza in questa società, fino ad arrivare alle sonorità Fantasy.

“Candyland” è prodotto e arrangiato, ovviamente, da Gabriele Semeraro.

I risultati non tardano a veni­re quando ci sono gli ingre­dienti che plasmano la vera arte, compresa una buona dose di gavetta. Infatti Anèt Elsw nel 2019 si è esibita in eventi e su palchi importanti per Louis Vuitton, Montreux Jazz Festival e Casinò di Sa­lisburgo. Insomma, una par­tenza di tutto rispetto per la nostra bella e brava Anèt, alla quale personalmente riconosco grandi qualità e precisione certosina: dico questo per aver ascoltato attentamente il suo cd e per aver avuto a che fare con lei quando ha svolto l’attività di art director, assieme al suo inseparabile compagno, in un locale della nostra città passato quasi istantanea­mente dalla mediocrità ad un locale al quale, a mio av­viso, lei ha donato un’identi­tà precisa.

Le chiedo, come di consue­to, una opinione sull’aspetto musicale dalle nostre parti.

«La situazione musicale dal­le nostre parti è a intermit­tenza risponde – C’è qual­cuno che riesce a fare dei progetti e riesce a portarli avanti.

Ci sono dei cultori della buo­na musica che sanno pro­porre delle cose interessanti e questa volta parlo anche di concerti live, non solo di produzione. Mi faccio mille domande ogni volta su cosa significhi fare musica di qua­lità: significa, sicuramente, dare un’identità ad un pro­getto che nasca in nome della musica, che abbia una sua filosofia ed una forte identità.

Mi metto sempre in discus­sione e cerco di fare sempre un lavoro pensato e studia­to. Per questo mi sono cir­condata di persone compe­tenti la cui visione musicale del mondo è proiettata verso il futuro e verso le moderne regole della produzione di­scografica pur conservando il mio carattere vintage. Da qui nasce l’electro swing, ma bisognerebbe ogni vol­ta contestualizzare… ci vo­gliono i contenitori adatti… l’estero. E in questo inizio di progetto, l’estero ci ha ac­colto a braccia aperte, sia al Montreux Jazz Festival che per il Capodanno al Casinò di Salisburgo! Dopo “Candy­land” il primo album pubbli­cato nell’aprile scorso.

In questo momento sono in studio a lavorare a nuove produzioni».

Dopo averle augurato un forte in bocca al lupo per il suo futuro ricco di progetti, le chiedo di segnalarmi le dieci tracce da lei preferite.

Eccole:

01) Chopin – Nocturne No.20 – in C sharp minor;

02) Dimitri Shostakovic – Waltz No.2;

03 – Felicità – Lucio Dalla;

04) – Chega de Saudade – Tom Jobim;

05) – Tico tico no fubà – vers. Stefano Bollani;

06) – Love is a losing game – Amy Winehouse;

07) – Smells like teen spirit – Nirvana;

08) – Portrait in Black and white – Chet Baker – live Tok­yo ‘87;

09) – Amar Pelos dois – Sala­vador Sobral;

10) – Não enche – Caetano Veloso.

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