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Se crolla il Cristianesimo crolla l’Occidente

Monsignor Crepaldi, Arcivescovo di Trieste
Monsignor Crepaldi, Arcivescovo di Trieste

Caro Direttore,

l’Arcivescovo di Trieste ha, di recente, pronunciato una semplice, ma nei suoi dettati, profondissima predica al suo popolo che è stata quale una lampada che ha illumi-nato e illumina il cammino di tanti cattolici che hanno bisogno, in questi tempi ove continua una offensiva denigrazione del corpo mistico di Cristo da parte di atei o agnostici o falsamente progressisti; e con la Figura del Cristo quel­la della Croce.

L’Arcivescovo di Trieste, Mons. Giampaolo Crepaldi, nella sua nobile anche se breve omelia ha, con corag­gio, nato da sicura ed intatta fede evangelica, difeso Cri­sto e la Croce e tutto ciò che riguarda l’evangelico credo apostolico.

“Cristo, luce del mondo si ri­vela come il Salvatore di tut­ti i popoli. Una dimensione universale di salvezza che è rappresentata primamente dal francescano presepio”.

Caro Direttore, parliamo chiaramente: andiamo in­contro ad un lento diso­rientamento che è, a volte, dissacrazione e decristianiz­zazione della pagina evange­lica e di riguardo della stessa civiltà occidentale.

La decristianizzazione è con­seguenza di quel filtrante ateismo che si è venuto for­mando dal nichilismo della vita in continui declassamen­ti di valori etici e morali che proprio la fede cristiana ave­va consegnato e consegna allo spirito degli europei, e in privilegio degli italiani.

Conseguenza inesorabile da ciò la decadenza dell’uomo europeo soprattutto nella condotta di vita di fronte alla famiglia, ai figli, all’educazio­ne, quale bene della ci-viltà stessa.

Anni ed anni di falso indottri­namento ideologizzato con­tro i valori cristiani ha porta-to ad un falso progressismo accettato anche da certa stampa come prodotto di una nuova civiltà che riguar­dava la cultura, l’arte e la stessa visione umanitaria ed umanistica dell’essere.

La parola di quell’Arcivesco­vo, sono convinto, andrà al di là del confine triestino e sarà accolta e meditato, non solo da altri Prelati della Chiesa, ma anche dal popolo che si sente ancora non tradito da false promesse.

Caro Direttore il materialismo ed il nichilismo del Novecen­to, l’imperante anarchico las­sismo che è a volte frutto di un falso laicismo domina la nostra società e lentamen­te può disgregare la stessa civiltà occidentale nata dal­la grande forza culturale dei greci e dei latini ed assorbita dalla cristianità nei suoi mas­simi geni: Dante e Miche­langelo. E allora ritornano sempre preziose le parole di Croce: “Perché non possia­mo non essere cristiani”. E possono altre religioni avan­zare su un più facile terreno.

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