20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 20 Ottobre 2020 alle 21:48:32

Cronaca News

Le mani dei clan sul gioco d’azzardo

La relazione della Direzione Antimafia trasmessa in Parlamento. Riflettori sulla Puglia

Le mani dei clan sul gioco d’azzardo
Le mani dei clan sul gioco d’azzardo

Uno degli ambiti in cui «in cui le cosche pugliesi continuano a dimostrare elevate competenze tecniche e capacità di interazione con le mafie tra­dizionali è quello del riciclaggio nei settori del gioco d’azzardo e delle scommesse on-line».

È quanto scrive la Dia nella rela­zione relativa al primo semestre 2019 trasmessa in Parlamento, come riporta Agipronews. «L’il­lecita raccolta delle puntate su giochi e scommesse, posta in essere sul territorio italiano at­traverso società ubicate all’este­ro, costituisce un indotto di por­tata strategica, come dimostrato dalle inchieste parallelamente condotte, a novembre del 2018, dalle Dda di Bari (operazione “Scommessa”), Reggio Cala­bria (operazione “Galassia”) e Catania (operazione “Gaming offline”), che hanno ricostruito una rete tra criminalità organiz­zata barese, ‘ndrangheta e mafia siciliana», scrive la Dia.

Tale attività, riporta Agipro­news, «svolta in modo pressoché sovrapponibile dalle tre consor­terie criminali», ha permesso una «capillare infiltrazione» nel settore del gioco, «assicurando di fatto una posizione di predo­minio alle famiglie mafiose ri­spetto agli operatori del circuito legale e contribuendo in manie­ra determinante a rendere diffi­coltosa l’attività di controllo da parte degli organi istituzionali preposti, favorendo così il reim­piego di capitali illeciti».

Una delle figure di rilievo in questo tipo di affari è stata individuata «nel cassiere del clan Capriati, esponente della famiglia Martiradonna e ide­atore di questa multinazionale delle scommesse». A spiccare è anche «il cugino dei fratelli Martiradonna, arrestato il 22 aprile 2019, a Malta, in esecuzione del mandato di arresto europeo emesso nei suoi con­fronti nell’ambito dell’inchiesta “Galassia” della Dda di Reggio Calabria».

Le attività di analisi hanno an­che evidenziato come il gioco sia diventato un settore chiave per alcuni clan, come quello Parisi, coinvolto nell’operazio­ne “Scommessa”, «che sembra aver spostato il baricentro dei suoi interessi in favore di affari più sofisticati come il riciclag­gio, l’acquisizione attraverso prestanome di società e impre­se apparentemente pulite e le scommesse on-line».

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