11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 08:18:52

Cronaca News

Scazzi, stangata su Ivano Russo e Zio Michele

È stato condannato a cinque anni nel procedimento sulle false testimonianze

Ivano Russo
Ivano Russo

Undici condanne pesanti e una assoluzione. Cin­que anni di reclusione a Ivano Russo e quattro a Michele Mis­seri.

Ieri sera, dopo circa quattro ore di camera di consiglio, il giudice monocratico del Tri­bunale di Taranto Loredana Galasso ha emesso la sentenza nei confronti degli imputati nel processo “Scazzi bis” scaturito dal processo sull’omicidio di Sarah, la 15enne scomparsa il 26 agosto 2010, fatta ritrovare cadavere dallo zio, in un pozzo nelle campagne di Avetrana, la sera del 6 ottobre.

Il verdetto rispecchia le richie­ste del pm Mariano Buccolie­ro, soprattutto per i principali imputati Ivano e Michele. Ad entrambi è stata inflitta anche l’interdizione dai pubblici uf­fici per cinque anni e a Ivano anche l’interdizione legale per lo stesso periodo.

Zio Michele Misseri
Zio Michele Misseri

Condanne severe anche per gli altri imputati. Tre anni al nipo­te di Michele, Maurizio Misse­ri, alla cognata Anna Lucia Pi­chierri (rispettivamente figlio e moglie di Carmine Misseri), a uno degli amici della comiti­va di Sabrina, Alessio Pisello e alla cognata del fioraio “sogna­tore” Anna Scredo. Condannati anche la mamma di Ivano, Ele­na Baldari e il fratello Clau­dio; la donna a tre anni e il ra­gazzo a 2 anni e mezzo.

Ad entrambi è stata commina­ta una condanna più pesante di quella richiesta dal pubblico ministero (due anni e quattro mesi e per lei e due anni per Claudio).

Analoga decisione del giudice per il commerciante Giuseppe Augusto Olivieri, datore di la­voro di due testimoni, condan­nato a tre anni e due mesi (tre anni la pena proposta dal pm).

Tre anni e mezzo per Giusep­pe e Dora Serrano (tre anni e otto mesi la richiesta), fratello e sorella di Cosima e Concet­ta. Il commerciante e i fratelli Serrano, accusati di calunnia oltre che di falsa testimonian­za, dovranno risarcire i danni ad uno dei carabinieri costitu­itosi parte civile nel procedi­mento tramite l’avvocato Enzo Vozza. Unica assolta la cognata di Ivano, Antonietta Genovino, “perché il fatto non sussiste”. Rischiava due anni. A tutti è stata concessa la sospensione della pen.

Ad eccezione dei tre accusati di calunnia e di Michele Mis­seri di autocalunnia per essersi addossato la colpa dell’omici­dio della nipote nel tentativo di scagionare la figlia Sabrina e la moglie Cosima, che stanno scontando l’ergastolo, gli altri imputati rispondevano di aver reso false dichiarazioni al pm durante le indagini e di falsa testimonianza nel corso del di­battimento.

La pubblica accusa ha puntato il dito soprattutto contro Iva­no il quale avrebbe mentito su una serie di circostanze fon­damentali per la ricostruzione del delitto, in particolare per il movente, nel tentativo di na­scondere, si legge nel capo di imputazione, “il contrasto nato tra le due cugine in ragione del comune interesse sentimenta­le” nei suoi confronti.

Le motivazioni saranno depo­sitate fra novanta giorni.

Il collegio difensivo del quale fanno parte, fra gli altri, gli avvocati Ennio Blasi di Statte, Nicola Marseglia, Francesco Tacente e Alfredo Russo, Ma­rio Doria e Lorenzo Bullo, ri­correrà in appello.

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