23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca News

Il blitz “Dirty Slot” tocca anche Taranto: 6 arresti e maxi sequestro di beni

Raccolta illegale di scommesse e slot taroccate

Il blitz “Dirty Slot” tocca anche Taranto
Il blitz “Dirty Slot” tocca anche Taranto

Ha toccato anche la provincia tarantin l’operazione “ Dirty Slot”, condotta dalla Guardia di Finanza di Lecce contro Scu e gioco d’azzardo. Nel Salento le Fiamme Gialle hanno sgominato un gruppo che avrebbe controllato il mercato del gaming con modalità mafiose anche nelle province di Taranto, Brindisi, Frosinone e Latina. Il via alle indagini dopo la denuncia presentata da un imprenditore salentino che opera nella produzione e nel noleggio di video-apparecchi da gioco. Secondo gli investigatori le indagini dei finanzieri, due fratelli impreditori erano a capo di un gruppo dedito alla manipolazione e alterazione delle schede di gioco e nell’attività di raccolta illegale delle scommesse per via telematica, effettuata per mezzo di congegni elettronici collegati a bookmaker stranieri, privi di autorizzazione ad operare in Italia, sottraendo gli introiti alla tassazione statale.

Congegni taroccati per interrompere i flussi telematici di comunicazione ai Monopoli di Stato. Sei gli arresti, tutti nel Salento, e sequestri di beni per 7 milioni di euro tra l’Italia e San Marino. Per quattro persone è scattato il provvedimento dell’obbligo di firma. L’attività investigativa del Gico delle Famme Gialle ha consentito di accertare come il Raccolta illegale di scommesse e slot taroccate: 6 arresti e maxi sequestro di beni gruppo abbia sistematicamente fatto ricorso a metodi intimidatori per imporre la propria posizione di monopolio nel settore, notoriamente di interesse delle mafie, non solo nel Salento ma anche in altre parti d’Italia.

Numerosissimi gestori di bar, ristoranti e sale da gioco sarebbero stati costretti ad installare oltre 400 slot machines e videopoker di proprietà delle società degli imprenditori arrestati, psubendo, in caso contrario, minacce, attentati e ritorsioni. L’attività investigativa, condotta anche con intercettazioni, pedinamenti e analisi di centinaia di conti bancari, anche esteri, ha fatto emergere l’egemonia degli indagati nel Salento ma anche nelle province di Taranto e Brindisi. Un business di milioni di euro legato alle scommesse sportive a quota fissa, ma illegali perché collegate a network esteri ed al gioco d’azzardo anche attraverso slot machine taroccate. Le indagini dei finanzieri, inoltre, hanno consentito di confermare le dichiarazioni da tempo rese da diversi collaboratori di giustizia, che hanno indicato gli indagati come punto di riferimento della Sacra Corona Unita nella gestione del sistema dei giochi e scommesse.

Agli arrestati e a diversi “prestanome” è stato sequestrato, in Italia ed all’estero, un ingente patrimonio frutto delle attività illegali. Sotto chiave fabbricati, terreni, autovetture, società, ditte individuali, polizze assicurative e conti correnti in vari istituti di credio. Durante le indagini i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Lecce hanno eseguito sequestri di apparecchiature elettroniche e svolto una verifica fiscale nei confronti della principale società degli indagati, constatando una evasione fiscale ai fini delle imposte dirette di circa 2,5 milioni di euro e di oltre 15 milioni di euro ai fini dell’Iva.

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