20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12

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“ReAle”: il ritorno di J-Ax tra inediti e collaborazioni

L’album, presentato a Milano, sarà disponibile da venerdì 24 gennaio

J-Ax
J-Ax

MILANO – «Non mi considero un artista politico, ma un cittadino che vede ciò che gli succede intorno e mi ritengo una persona reale, sono attento a tutto, e non solo come Alessandro ma anche come J-Ax».

È l’osservazione con cui J-Ax (Ales­sandro Aleotti) ha aperto la presen­tazione ufficiale del suo nuovo album “ReAle”, in uscita venerdì 24 genna­io, in cui ha coinvolto artisti ed amici come Enrico Ruggeri, Max Pezzali, Paola Turci, Annalisa con Luca Di Stefano, Boomdabash, Chadia Ro­driguez, Il Cile, Il Pagante, Jack La Furia e Sergio Sylvestre.

Significativa la scelta del titolo dell’album di ben 18 brani.

«Significa tante cose – ha sottoli­neato – È avere fame anche quan­do hai la pancia piena; è guardarsi finalmente dopo tanto tempo e dire che sono un perdente che ha vinto; è tenere in alto il dito medio quando il potere prova a schiacciarti; è cadere sette volte e rialzarsi otto; è la vita che ti chiede il conto quando sei in rosso».

Con i Boomdabash si è cimentato in “Beretta” sulla violenza familiare in cui vittima è una donna.

«La storia di questa canzone non deve esser limitata alla legittima di­fesa – ha attaccato – Non so se è colpa dell’arma ma di sicuro non la picchierà più, non sono per dogma alla legittima difesa.

Non si può dare la colpa alle forze dell’ordine per le leggi esistenti cui fanno fatica a starci dietro: giustifi­co il gesto della donna in questione, vessata fino ad arrivare a un gesto estremo. Io sono libertario per una legittima difesa morbida. Sostengo anche l’esistenza di una violenza su­gli uomini in un contesto domestico ma in percentuale minore rispetto alla violenza sulle donne».

Chadia Rodriguez si è prestata a J-Ax in “Pericoloso” sulla battaglia tra sessi.

«Non conta il carattere e tutto si fonda sul mood e sull’apparire – ha ammesso l’artista – Sto recitando la parte dell’uomo che non viene con­siderato dalla donna per la sua bel­lezza interiore.

Sono argomenti che mi colpisco­no ma non mi toccano: sono con la stessa donna da 18 anni perché l’u­no senza l’altro non è niente».

“Quando piove, diluvia” è un brano autobiografico su un momento diffi­cile della vita dell’artista.

«Quando una cosa deve andare male – ha ricordato – La settimana dopo l’uscita da Newtopia (la società con Fedez, ndr) mi è stato dato del tradi­tore: non ho parlato dello specifico perché vengo via da una situazione dove non ero felice. Non mi sento un traditore e non risponderò mai a quelle accuse perché si deve parlare di me per la musica.

L’ho scritta per terapia, da persona normale, con la paura costante di perdere tutto da un momento all’al­tro per un incidente in macchina, o perdere il lavoro: la paura costante di perdere il futuro».

“Mainstream (la scala sociale del rap)” dà l’occasione a J-Ax di scan­dire l’ascesa al successo di un arti­sta.

«Lettura ironica della parabola di un artista 2.0 – ha confessato – Non vorrei essere al numero uno, anche sui social: penso di essere al numero due, artista tutto tondo, perché sei il numero uno quando schiatti».

Inevitabile toccare il tasto Sanremo e il rap per il caso Junior Cally. «Il rap tira da dieci anni e non ti puoi lamentare perché ha i suoi cano­ni – ha puntualizzato – In passato Eminem, proprio a Sanremo, ha pre­so un signor ‘caché’ e l’anno prima aveva cantato di una storia scabrosa riguardante una bambina.

Nell’arte, un film è un film (il riferi­mento è a “L’ultimo tango a Parigi”), una canzone è una canzone: oggi il rap rappresenta una parte importan­te del pubblico».

Infine J-Ax ha tirato in ballo Matteo Salvini

«Non risponderà e non potrà mai dire una cosa di chi lo segue – ha accennato – Piuttosto mi aspetto ac­cuse da chi è sinistroide».

J-Ax sarà impegnato in un particola­re ‘instore tour’ con un ‘live unplug­ged’, per essere il 3 febbraio al Cen­tro Commerciale Mongolfiera Santa Caterina di Bari.

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