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Il colonialismo italiano visto dal duo Frosini-Timpano

Elvira Frosini e Daniele Timpano (foto Diane)
Elvira Frosini e Daniele Timpano (foto Diane)

Con la messa in scena di “Acqua di colo­nia”, spettacolo che affron­ta il tema del colonialismo italiano, sabato 25 gennaio si rinnova, al TaTà (l’audito­rium in via Grazia Deledda – quartiere Tamburi), l’ap­puntamento con “Periferie”, rassegna quest’anno giunta alla sua decima edizione.

Il lavoro, il cui testo e regia sono firmati da Elvira Fro­sini e Daniele Timpano, an­che protagonisti sul palco, ruota intorno al concetto di razzismo, al disagio nell’af­frontare le migrazioni e tro­vare forme di convivenza, al pensiero colonialista che ri­siede inconsapevolmente in no, alla nostra ipocrisia.

In “Acqua di colonia” Elvi­ra Frosini e Daniele Timpa­no, in collaborazione con la scrittrice italiana di origini somale Igiaba Scego, por­tano alla ribalta alcune del­le pagine meno conosciute della storia italiana. Vicende rimosse e negate.

Eritrea, Etiopia, Somalia, Libia negli anni dell’Impero fascista e anche dopo.

Il cast: la voce del bambino Unicef: Sandro Lombardi, scene e costumi sono di Alessandra Muschella e Da­niela De Blasio, disegno luci di Omar Scala.

Lo spettacolo, una produ­zione Romaeuropa Festival, Teatro della Tosse, Accade­mia degli Artefatti, è stato finalista al premio Ubu 2017 come migliore novità dram­maturgica italiana.

Apertura sipario ore 21.

Dopo la rappresentazione teatrale è in programma un incontro con Elvira Frosini e Daniele Timpano a cura dello “spettatore partico­lare” della serata: Danilo Giuva, attore e regista del­la Compagnia Licia Lanera, con la quale è impegnato in progetti artistici (nel cast di “Duramadre”, “La beatitudi­ne” e “Mamma” e assistente alla regia di “Orgia” e “The Black’s Tales Tour”) e in qualità di curatore di labo­ratori.

Elvira Frosini e Daniele Tim­pano sono autori, registi e attori della scena contem­poranea italiana. Dal 2008 condividono un comune percorso artistico. Nei nu­merosi lavori prodotti ne­gli ultimi anni, portano sul palcoscenico i loro corpi che disinnescano, deco­struiscono ed incarnano le narrazioni della storia, ana­lizzando le derive antropo­logiche della società a par­tire da un vasto materiale di riferimenti vari (dall’accade­mico al popolare) che costi­tuiscono l’immaginario e la coscienza contemporanei.

I loro testi portano sulla scena un complesso di­spositivo teatrale in cui gli attori-autori sono sempre in dialogo con il pubblico ed in bilico tra l’incarnazione di personaggi ed il semplice essere sulla scena e mettere in campo il proprio rapporto con la storia e la cultura.

Vincitori al Premio Riccio­ne per il Teatro 2019, il più longevo concorso italia­no di drammaturgia, della menzione speciale “Franco Quadri”, riservata al testo che meglio coniuga scrittu­ra teatrale e ricerca lettera­ria, per il nuovo testo “Ot­tantanove”.

Costo del biglietto: euro 15, ridotto, euro 12.

Info: 099.4725780 – 366.3473430

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