22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca News

A 100 anni una donna di Taranto cita in giudizio Poste Italiane

Una ex professoressa di lettere ha ritrovato due buoni fruttiferi emessi nel 1986

Ufficio Postale
Ufficio Postale

Ritrova in uno scrigno due buoni fruttiferi po­stali emessi nel 1986. La signora G.F. originaria di Taranto, 100 anni compiuti, ex professoressa di lettere, qualche mese fa ha rinvenuto uno scrigno donatole dalla cugina suora al cui interno ha ritrovato due Buoni Postali Fruttiferi, emessi nel 1986, cia­scuno del valore di 5 milioni di lire.

I due buoni fruttiferi emessi nel 1986
I due buoni fruttiferi emessi nel 1986

«I titoli – spiegano dall’asso­ciazione Giustitalia – sono stati stimati sul sito ufficiale di Poste italiane: Importi e rendimenti calcolati data di sottoscrizione 31 maggio 1986; Data di sca­denza 1 novembre 2016; data di prescrizione 1 gennaio 2027; importo nominale sottoscritto 5.164,57 euro; calore del buono al 31 gennaio 2020 – importo nominale sottoscritto 5.164,57 euro; valore del buono al netto della ritenuta fiscale 78.333,80 euro. Come si può vedere le Po­ste le riconoscerebbero, al 31 gennaio, l’importo di 78.333,80 euro. In realtà, come hanno so­stenuto molteplici decisioni di Giudici di merito e di Abf (arbi­trato bancario finanziario) l’im­porto dovuto non deve essere calcolato con i tassi di interesse che si sono succeduti, dal 1986 ad oggi, con un valore notoria­mente decrescente, bensì con i tassi di interesse stampati in basso dei buoni (notoriamente più elevato). Il calcolo effettuato con tali tassi di interesse porta ad una cifra di quasi il doppio di quella offerta da Poste italiane, nel caso di specie 158.380,00 euro».

La donna ha conferito mandato all’Associazione Giustitalia al fine di recuperare l’intero im­porto. «Abbiamo provveduto ad inoltrare l’atto di citazione all’Ente debitore – spiega Luigi De Rossi, responsabile dell’as­sociazione – ma purtroppo con­siderando i tempi della giustizia italiana, l’udienza è stata fissata al 23 febbraio 2022. Chiedere­mo intanto la liquidazione delle somme “non contestate” (ovvero gli oltre 78 mila euro) in modo che la signora possa beneficiare, almeno in parte, di quanto le è dovuto».

4 Commenti
  1. Massimiliano 1 anno ago
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    Complimenti per la tutela della privacy!

  2. Antonio 1 anno ago
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    Sono buoni a termine e la scadenza non è trentennale e tanto meno il valore che avete indicato by by

  3. Manue 1 anno ago
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    A 100 anni suonati voglio vedere di cosa se ne farà di tutti quei soldi… Se li fosse presi a 20 anni…

  4. Mrina 1 anno ago
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    Non è giusto la prescrizione, risparmi di una vita…soldi tuoi!!! Può succedere di dimenticare poste italiane dovrebbe avvisare il risparmiatore ,anche a me è successo un buono di 500,000 mila lire fatto da mio padre a mio figlio alla nascita, vado per far controllare dei buoni, e l impiegato mi dice signora questo è prescritto già da 4 anni ,quindi ha perso tutto!!! Non mi sembra affatto giusto assolutamente no ..ancora non me ne faccio una ragione, spero che si faccia qualcosa per questo “furto” legalizzato.

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