17 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Aprile 2021 alle 19:58:19

Cronaca News

Arsenale, le assunzioni diventano un caso

Gli interrogativi della Flp Difesa alle istituzioni, politica e Marina

Arsenale Militare
Arsenale Militare

«A quando le as­sunzioni per Taranto?». È quanto ha chiesto il coordinatore pro­vinciale Flp Difesa, Pasquale Baldari, in occasione della con­vocazione dell’Arsenale della Marina militare Taranto, riguar­dante i riflessi sullo stabilimen­to del nuovo decreto di struttura che «prevede un nuovo organi­gramma funzionale e nuova Ta­bella organica».

«Il momento d’incontro è stato ritenuto utile dalla Flp Difesa – afferma Pasquale Baldari – rile­vato l’assordante e strano silen­zio di tutti gli attori in campo che parlano dell’Arsenale di Ta­ranto e l’assenza di notizie certe, per tentare di ricevere almeno da interlocutori locali della Forza Armata, eventuali notizie (pro­fili professionali da mettere a concorso, tempistica, ecc…) sulle “sbandierate” ed ipotizzate as­sunzioni di personale civile tec­nico, che inesorabilmente tarda­no ad arrivare mettendo a rischio il futuro dell’Ente, stante l’espo­nenziale crescita dei pensiona­menti in atto in questi anni. Tutto ciò anche in virtù dell’occasiona­le venuta a conoscenza del nuo­vo studio dello Stato Maggiore Marina, notizia confermata nel corso della riunione dall’Arse­nale di Taranto, avviato nel 2019 e che prosegue nel 2020, riferito al “Piano Industriale Integrato 2020-2025” per tutti gli Arsenali e Centri Tecnici, con contributi di pensiero richiesti all’Arsenale di Taranto, di La Spezia e di Au­gusta, di cui allo stato dell’arte non si conoscono, a livello na­zionale e locale, i contenuti delle linee guida proiettate alle esi­genze attuali ed a medio-lungo termine, né tanto meno è noto se nello stesso documento è stato previsto un vero e concreto piano assunzionale e formativo, valido a salvaguardare il ruolo pubblico dello stabilimento».

«La Flp Difesa – afferma Pa­squale Baldari – lamenta a tutti i livelli la mancata informazione ed il mancato coinvolgimento delle parti sociali su tale studio, evidenziando che i ritardi tem­porali sull’emanazione dei bandi di corcorso già autorizzati, an­che se per numeri risicati, oltre a quelli che si stanno accumu­lando con la necessità di preve­dere legislativamente (prima era la legge di bilancio, ora si parla di “Decreto per Taranto”) bandi di corso-concorso con professio­nalità tecniche utili al rilancio dell’Arsenale di Taranto, destano non poca preoccupazione nella Flp Difesa ed a tutta la comuni­tà jonica. Proprio per tale ragio­ne, chiediamo alla politica, alle istituzioni, alla Forza Armata, di uscire allo scoperto e di fare chiarezza sulle vere scelte che si vogliono fare per il rilancio dell’Arsenale di Taranto, perché il suo futuro e il suo percorso di rilancio non può e non deve, come si vorrebbe far passare, es­sere legato alle ultime vicende dell’ex Ilva anch’esse meritevoli di essere effrontate e risolte, in quanto il suo rilancio è derivante dal cosiddetto Piano Brin che ha utilizzato ingenti risorse econo­miche (già spesi circa 160 mi­lioni di euro) con l’obiettivo non solo dell’adeguamento dello Sta­bilimento alle norme legislative vigenti ed all’ammodernamento delle strutture, infrastrutture e macchinari, ma soprattutto alla realizzazione delle assunzioni progressive di personale civile ed alla sua formazione, sino ad oggi ostacolate da leggi e leggine così come recentemente segna­lato, con propria delibera, dalla Corte dei Conti, ipotizzando nel caso di mancato completamento del progetto, l’ipotesi di spreco di denaro pubblico».

La Flp Difesa, dopo aver rap­presentato «l’insufficienza del­le informazioni documentali ricevute (sugli organici e sugli andamenti dei prossimi pensio­namenti) e la necessità che la Direzione dell’Arsenale integri le stesse in tempi brevi, per po­ter fare una completa verifica e valutazione anche in riferimento all’applicazione della direttiva Smd-Civ002 del 28.06.2017 su compiti e funzioni del personale civile ed avviare subito dopo i ta­voli tecnici» ha chiesto «l’avvio, per quanto possibile, di urgenti iniziative interne (ad esempio riconversioni professionali per motivi di servizio su base volon­taria, ecc….) per salvaguardare la continuità delle attività lavora­tive, con priorità a quelle ritenute strategiche, attuali ed a medio termine, che stanno risentendo fortemente dei riflessi dei pen­sionamenti in atto del personale civile».

Infine, la Flp Difesa ha rappre­sentato alla Direzione Arsena­le la necessità di «conoscere lo stato dell’arte dei finanziamenti destinati al servizio di pulizia nell’Ente, in quanto giungono notizie da parte dei lavoratori di un abbassamento dei livelli d’in­tervento sin dall’inizio dell’an­no, rispetto a quelli consolidati nell’anno precedente».

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