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San Ciro e San Giovanni Bosco

Torna la nostra rubrica sulla “tarantinità”

Processione di San Ciro a Grottaglie
Processione di San Ciro a Grottaglie

La settimana che va dal 26 gennaio al 1° febbraio segna dal punto di vista calen­daristico il passaggio da genna­io, il mese più freddo dell’anno, a febbraio, il mese più corto ma più insidioso dal punto di vista meteorologico di tutto l’anno.

Come sempre il prof. Antonio Fornaro, che cura questa rubri­ca, ci informerà sui santi, sui ti­toli mariani, sui detti popolari, ma soprattutto si soffermerà su due grandi santi popolari molto venerati a Taranto e in provin­cia, San Giovanni Bosco, apo­stolo dei giovani, e San Ciro, patrono dei malati e della città di Grottaglie.

Questi i santi della settimana: San Tito la cui testa è conserva­ta nella Basilica di San Marco a Venezia, Santa Angela Merici, fondatrice delle Suore Orsoline, che durante un pellegrinaggio in Terra Santa, improvvisamen­te diventò cieca ma miracolosa­mente riacquistò la vista, San Tommaso D’Aquino, patrono degli studenti e dei filosofi, che scrisse le opere teologiche tra le più importanti di ogni tempo.

San Giovanni Bosco
San Giovanni Bosco

Si festeggiano anche San Vale­rio di Trevieri che fece risorgere il suo compagno, San Materno, toccandolo con il suo bastone, e Santa Martina, che fu torturata e decapitata.

Altra santa della settimana, ol­tre a San Giovanni Bosco, fon­datore dei Salesiani, e a San Ciro, patrono di Grottaglie, è Santa Brigida di Irlanda, che un Giovedì Santo compì il miraco­lo di estrarre da un solo barile birra sufficiente per 38 chiese.

Questa settimana la Chiesa Cat­tolica venera la Madonna sotto i titoli di Nostra Signora Porta del Cielo, Nostra Signora del Pianto, Nostra Signora della Rosa e Madonna dei Cieli.

Questi i detti della settimana: “Se Gennaio non porta freddo, Febbraio male la pensa”, “Di chi ha molta fame si dice che non tiene fondo”, Chi spende e spande spesso si stende”, “Non serve a nulla essere vantato dagli stupidi”, “Chi si inquieta molto muore prima”, “Il cafone sul fico non conosce il padrone e nemmeno l’amico”.

Fornaro ricorda che San Gio­vanni Bosco ha legato il suo culto a Taranto dal 1925 quan­do due sacerdoti salesiani in­cominciarono ad operare nella Chiesa del Sacro Cuore.

Numerosi sono stati i sacerdoti formati a Taranto dai salesiani e tra questi ricordiamo Mons. Emanuele Tagliente, arcidia­cono del Capitolo Metropoli­tano, e Don Cosimo Semeraro, unitamente agli ex sindaci di Taranto, Giovanni Battafarano, Mario Guadagnolo e Roberto Della Torre, insieme all’onore­vole Mario Mazzarino.

San Giovanni Bosco nacque nel 1815 in Piemonte e a soli 2 anni restò orfano del padre. Per mantenersi agi studi fece diver­si mestieri. Fu ordinato sacer­dote nel 1841 e nell’oratorio da lui fondato rifocillava i ragazzi con il panino con la mortadel­la. Fondò la Congregazione dei Salesiani e nel 1850 una Società di Mutuo Soccorso per i giovani malati e disoccupati. Morì il 31 gennaio 1888 e fu canonizzato in San Pietro il 1° aprile 1934. Tra i suoi giovani ricordiamo San Domenico Savio. Si dedicò all’editoria che ancora oggi è il fiore all’occhiello dei salesiani.

San Ciro è patrono dei grotta­gliesi e dei malati. Il suo culto a Grottaglie fu portato nel 1707 dal Santo gesuita grottagliese Francesco de Geronimo e gli fu costruita una cappella dalla Confraternita del Rosario. Fu eletto patrono di Grottaglie nel 1780. Un componimento in dia­letto grottagliese in 30 quartine ricorda che di notte un ladro si nascose in chiesa e rubò oggetti preziosi e il medaglione appeso al collo della statua del Santo.

Fu lo stesso San Ciro che lo acciuffò e lo tenne stretto per il petto. Alla messa del 31 gen­naio, all’alba, tutti scoprirono il ladro e chiesero come lo avreb­bero dovuto punire. Fu portato in giro su un somaro, frustato e deriso dal popolo.

San Ciro fu medico e aiutò i po­veri e miracolò i malati. Prima di essere ucciso fu bastonato e bruciato con fiaccole, per questo motivo i grottagliesi ricordano tale evento con la costruzione del grande falò il 30 gennaio.

Il suo corpo fu portato da Ales­sandria d’Egitto a Roma e poi nella Chiesa del Gesù dei Gesu­iti di Napoli.

I grottagliesi chiamano San Ciro “il marocchino” per la sua pelle scura. Il Santo è venerato a Grottaglie, Napoli, Portici, Vico Equense, Marineo in Sici­lia e a Villa Castelli.

Sono 3 i proverbi grottagliesi che fanno riferimento al San­to: il primo ricorda l’episodio del ladro, il secondo invita a guardare il grande falò e il ter­zo dice che “San Ciro è barba bianca” per ricordare che il 31 gennaio, almeno a Grottaglie, dovrebbe fare particolarmente freddo.

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