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Ecotassa, battaglia dei Comuni pugliesi

Chiesta alla Regione la restituzione delle somme incassate negli anni scorsi

Discarica - archivio
Discarica - archivio

Il Consiglio di Stato ha stabilito un principio molto chiaro.

I Comuni che hanno conferito in discarica solo rifiuti tratta­ti nei così detti impianti TMB avrebbero dovuto pagare l’eco­tassa nella misura minima di €/ton 5,16 fissata dalla legge nazionale.

I 257 Comuni della Regione si trovano tutti in questa situa­zione, poiché, quantomeno dal 2014, hanno conferito i rifiuti indifferenziati in impianti di trattamento con quelle caratte­ristiche.

Per questa ragione l’avvocato­Luigi Quinto ha attivato una iniziativa collettiva nell’inte­resse dei Comuni, chiedendo alla Regione la restituzione delle somme illegittimamente richieste e dai Comuni versate.

“L’auspicio – ha dichiarato l’avvocato Quinto – è che l’En­te regionale riconosca l’errore commesso e restituisca pronta­mente le somme indebitamente pretese dalle comunità locali.

Ciò anche in considerazione del fatto che quelli importi sono stati versati direttamente dai cittadini pugliesi attraverso il pagamento della Tari e che della restituzione beneficereb­bero gli stessi cittadini attra­verso una corrispondente ri­duzione della pressione fiscale già a partire dal 2020.

I segnali provenienti dalla Re­gione non sono però rassicu­ranti.

Se è vero che il Consiglio re­gionale ha approvato una mo­zione proposta dai consiglieri di opposizione che impegna la Giunta a valutare la possibili­tà di procedere alla restituzio­ne, è altrettanto vero che sulla mozione il presidente Michele Emiliano, come riportato dalla stampa, si è astenuto, evitando di prendere posizione. Si tratta di importi considere­voli.

Basti considerare che tra il 2014 ed il 2019 la Regione Pu­glia, applicando correttamente la norma nazionale, avrebbe dovuto incassare somme per 20 milioni di euro, nel mentre dai bilanci regionali risultano in­cassati circa 70 milioni, con un maggior gettito di 50 milioni, non dovuto secondo la senten­za del Consiglio di Stato.

Due gli scenari possibili: la Regione potrebbe dare cor­so alla richiesta dei Comuni restituendo le somme illegit­timamente richieste per gli anni scorsi, oppure potrebbe rimanere inerte, costringendo le amministrazioni ad avviare nuove battaglie legali davanti alla magistratura.

C’è da augurarsi – ha concluso l’avvocato Quinto – che la Re­gione prenda finalmente atto del proprio errore nel richiede­re ai cittadini pugliesi somme che non erano dovute. Lo han­no affermato il Tar, il Consi­glio di Stato e persino la Corte Costituzionale.

L’auspicio è che si ponga final­mente fine alla fase di contrap­posizione e si passi ad un tavo­lo di confronto e concertazione tra gli Enti locali, da me sem­pre auspicato nel corso dei vari contenziosi ma finora sempre rifiutato dalla Regione, così da pervenire ad una soluzione che possa salvaguardare sia il contenimento della tassazio­ne a carico dei cittadini, sia la riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati da confe­rire in discarica.

“Nulla vieta – lo ha detto la Corte Costituzionale – che il si­stema di incentivi alla raccolta differenziata e il trattamento fiscale agevolato previsto per gli scarti e i sovvalli coesista­no”.

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