17 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Aprile 2021 alle 18:16:49

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Tele del Carella a Palazzo degli Uffici a Taranto

I dipinti saranno esposti nella istituenda pinacoteca comunale

Incontro nella Sala Spagnola del Castello Aragonese
Incontro nella Sala Spagnola del Castello Aragonese

Torneranno alla originaria bellezza le tele di Do­menico Carella (1721 – 1813), di proprietà del Comune, che decoravano i soffitti dei palaz­zi Fornari e De Bellis, in Città vecchia, e che successivamente saranno esposte nella pinacote­ca comunale. Quest’ultima sarà allestita in un’ala del Palazzo degli Uffici, attualmente ogget­to di ristrutturazione. Tanto è stato annunciato venerdì matti­na dal sindaco Rinaldo Melucci in una conferenza stampa svol­tasi nella Sala Spagnola del Ca­stello Aragonese, dov’è funzio­nante il laboratorio di restauro.

Tele del Carella a Palazzo degli Uffici a Taranto
Tele del Carella a Palazzo degli Uffici a Taranto

Negli anni Ottanta, per i lavori di consolidamento degli immo­bili storici loro sede, i dipin­ti furono schiodati e inviati a Roma per il restauro, tornando a Taranto nel 2015. Tenuto con­to della loro importanza sotto il profilo storico artistico, l’attua­le amministrazione comunale ha ritenuto doveroso l’interven­to di recupero e di valorizza­zione. È stata perciò opportuna un’attenta conoscenza dello sta­to di conservazione delle opere, elaborando inoltre un proget­to di restauro, corredato da un quadro economico per indivi­duare le fonti di finanziamento. Consapevole della necessità del coinvolgimento di più soggetti istituzionali, l’amministrazione comunale il 16 settembre scor­so ha sottoscritto un protocollo d’intesa con Soprintendenza, Politecnico di Bari e Comando Marina Militare. Messa a punto con la collaborazione dell’as­sessore Augusto Ressa, l’ini­ziativa vede ora i primi esiti, a seguito degli interventi eseguiti dal personale tecnico della So­printendenza. I lavori si svolgo­no nel laboratorio organizzato nella Sala Spagnola del Castello Aragonese, messa a disposizio­ne dall’ammiraglio Salvatore Vitiello, e allestito con il contri­buto degli Amici dei Musei di Taranto e dell’Ance. I restaura­tori della Soprintendenza hanno ricostruito digitalmente la com­posizione delle tele, sulla scorta della documentazione fotografi­ca disponibile, e hanno testato le possibili tecniche di rimozio­ne delle velinature applicate sui dipinti al momento del traspor­to da Roma a Taranto.

Oggetto di studio è tuttora la grande tela (oltre 10 metri di lunghezza) di Palazzo Fornari raffigurante il Giudizio di Pari­de, parte centrale della volta del salone principale.

La Soprintendente Maria Pic­careta ha così illustrato le fasi dell’intervento: «Queste ope­re hanno un incredibile valore ma non sono molto conosciute, come d’altronde tutto il patri­monio artistico della nostra cit­tà. Dopo il restauro realizzato a Roma, le tele sono state arro­tolate e accatastate una sull’al­tra per una trentina d’anni, per fortuna senza danni. Adesso as­sieme all’Università stiamo re­alizzando attraverso fotogram­metria una ricostruzione dei dipinti, in modo tale da capire come collazionarli e restaurarli. Successivamente, con il Comu­ne, decideremo l’opportuna va­lorizzazione».

La prof.ssa Domenica Costan­tino, del Politecnico, ha speci­ficato che l’intervento in corso è finalizzato a verificare l’indi­viduazione e quindi l’attuazione di tecniche non invasive atte a riconoscere eventuali degradi delle opere per poi procedere ad opportuno risanamento.

Tele del Carella a Palazzo degli Uffici a Taranto
Tele del Carella a Palazzo degli Uffici a Taranto

Il sindaco Rinaldo Melucci ha dichiarato: «Constato che si va sempre più scoprendo Taranto nelle sue attrattive, superando abbondantemente ogni que­stione negativa che a volte la rendono protagonista a livello nazionale. Nel nostro sforzo di valorizzazione e promozione del territorio siamo molto age­volati dal fatto che la Marina Militare, la Soprintendenza e tutte le altre istituzioni, in gran­de sintonia e con tanta buona volontà, stanno concorrendo alla grande trasformazione del­la città. Per tutto questo, non possiamo non candidare Ta­ranto a capitale della cultura». Ha aggiunto l’ammiraglio Sal­vatore Vitiello: «Sempre molto vicini alla città, abbiamo ben accolto l’invito dell’assessore Ressa mettendo a disposizione la Sala Spagnola per il labora­torio. Anche la Marina Mili­tare, d’altronde, è coinvolta in un’importante opera di restauro riguardante il “maschio” nella piazza d’armi, altra importante tappa per riportare il castello al suo splendore».

 

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