15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 16:13:34

Cronaca News

La Guardia di Finanza mette la lente sulla pirateria editoriale

Quotidiani
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Chiunque utilizzi canali social come WhatsApp e Telegram prima o poi si è imbattuto in profili che distribuiscono gratuitamente ogni tipo di pubblicazione: quotidiani, settimanali, periodici politici o di intrattenimento. Ci sono infatti società specializzate che inviano a decine di migliaia di persone le copie dei giornali in formato pdf o consentono loro di leggerli in versione integrale.

Un modo per il lettore di avere sin dalle prime ore del mattino una vera e propria edicola a portata di click sul proprio smartphone. Tutto molto bello, tutto molto utile. Ma anche molto illegale. E finalmente questo quadro di illegalità diffusa che sta costando milioni di copie a tutti i giornali e periodici italiani comincia ad emergere grazie a varie inchieste aperte in tutta Italia.

Un vertiginoso e ricchissimo giro di pirateria, di distribuzione di copie pirata, che sta facendo arricchire le società che lo gestiscono e che lo monetizzano tramite gli abbonamenti con i clienti ma soprattutto attraverso gli introiti pubblicitari. Almeno quattro le inchieste al momento in piedi: a MIlano, Roma, Palermo e Cagliari.

E nell’ambito di una di queste, primo caso in Italia – scrive il Messaggero nell’edizione in edicola domenica – (in un articolo poi ripreso anche da Ciociaria Oggi) è partito un avviso di garanzia per il reato di “violazione del diritto d’autore” a carico di una società nota in Italia che cura la rassegna stampa per conto di clienti privati e istituzionali molto importanti. Tra gli altri: la Presidenza della Repubblica, la Camera, il Senato, il Csm, la Banca d’Italia, l’Agenzia delle Entrate, la Polizia di Stato, l’Arma ed altri ancora.

E’ filato liscio per parecchio tempo, fino a quando la Guardia di Finanza ha deciso di vederci chiaro e di accertare la regolarità del servizio offerto.

L’azienda – come riporta sempre il Messaggero – mette a disposizione ben 21 giornali, nazionali ed internazionali, che il cliente (a seconda del contratto in essere) può leggere in versione integrale o può, addirittura, scaricare in pdf e consultare poi a proprio piacimento. O anche, come accade, girare a dipendenti, amici, conoscenti o a svariati altri canali.

Sul fenomeno delle copie pirata è intervenuto Massimo Pizzuti, Direttore Generale dei quotidiani Ciociaria Oggi, Latina Oggi e Il Romanista:  “Questa è una grande notizia per noi editori – afferma Pizzuti – Finalmente Guardia di Finanza e diverse Procure hanno deciso di mettere una lente di ingrandimento su un fenomeno devastante per l’intero comparto editoriale. Sono anni che aziende come quella finita nel mirino della Guardia di Finanza vendono il frutto del lavoro di dipendenti e collaboratori pagati dagli editori. Noi produciamo e loro incassano. Come si fa a non chiamarlo “furto”? Io direi addirittura aggravato.

Una situazione incredibile che ha stressato ulteriormente un settore già provato dalle difficoltà legate alla trasformazione digitale. A Roma, migliaia di dipendenti pubblici ogni mattina ricevono gratis sui loro telefonini i nostri giornali la cui produzione costa ogni giorno decine di migliaia di euro. Ma c’è di più. Queste aziende, senza alcuna licenza, per anni hanno consentito a istituzioni, grandi società pubbliche e private, l’accesso ai nostri articoli dotando i loro clienti di decine e decine di password.

In pratica, e per sintetizzare, è come se Sky dopo aver acquistato i diritti della serie A e prodotto le riprese delle partite di calcio, vendendo un solo abbonamento ad una società qualsiasi (tipo Regione o Comune) consentisse a questa di far utilizzare l’abbonamento a tutti i suoi dipendenti. La nostra società – conclude Massimo Pizzuti – si muoverà presto con i propri legali e se gli altri editori lo riterranno opportuno con l’associazione di categoria (File) per valutare il danno subito ed eventualmente promuovere un’importante azione risarcitoria”.

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