15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Aprile 2021 alle 19:30:02

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Dagli 8.000 col Cerignola ai 1.000 con il Grumentum

Domenica record negativo di presenze allo Iacovone

Giuseppe Genchi
Giuseppe Genchi

C’è un dato molto sempli­ce, che dice tanto – forse tutto – sulla crisi vissuta dal Taranto.

Domenica 27 gennaio 2019: allo Iacovo­ne arriva il Cerignola, per quella che è la partita di cartello del girone H di serie D. I rossoblù si imporrano per 2-1 con una rete nei minuti finali di Ciro Favetta. Ma questo non conta. O meglio, non conterà. Perchè quel campionato lo vincerà il Pi­cerno, ed il Taranto nella finale dei pla­yoff uscirà umiliato proprio dallo stadio di Cerignola, un 5-0 che costerà a Pana­relli l’esonero praticamente in diretta te­levisiva. Quello che conta davvero è che il 27 gennaio 2019 allo stadio Erasmo Ia­covone erano assiepati 8.000 spettatori. Ottomila. Un popolo. Che uscirà senza voce, entusiasta, piacevolmente stravolto dall’ex Salinella.

Praticamente un anno dopo, domenica 26 gennaio 2020, il Taranto ha giocato, ancora, in casa. Ha vinto. Ma forse, an­che adesso non è questo che conta dav­vero. Conta che erano in 1.000, ad essere un po’ generosi, sugli spalti. Mille. An­che meno.

Eccola, la rappresentazione della crisi del nostro calcio. Questi mesi, questa annata balorda, hanno portato ad una emorragia di tifosi terribile. Certo, l’ap­peal del Grumentum non era quello del Cerignola (ma anche l’Audace, con tut­to il rispetto, non ha il fascino del Real Madrid, per citare una squadra che allo Iacovone in amichevole pure ci ha gioca­to, anche se in un’altra epoca) della scor­so anno. Ma i numeri non mentono. E se sono questi, fanno inevitabilmente mol­to male. Senza nulla togliere alla prova fornita domenica dai ragazzi di Panarel­li, che finalmente sono tornati a vincere contro un avversario apparso comunque davvero in difficoltà.

A decidere la partita la rete in apertura di Goretta, la prima con la maglia del Ta­ranto, il raddoppio di Genchi di testa su assist di Pelliccia ad un minuto dall’ini­zio della seconda frazione ed il terzo si­gillo di Oggiano su assist di Guaita. Spo­sito; Benvenga (17’ pt Allegrini), Manzo L., Ferrara; Pelliccia, Matute, Manzo S., Marino (30’ st Masi); Van Ransbeeck (20’ st Oggiano); Genchi (33’ st Guaita), Actis Goretta (16’ st Olcese) la formazio­ne scesa in campo. Assente il “fuorirosa” Stefano D’Agostino, ultimo “caso” in una annata che davvero sta lasciando l’amaro in bocca per tante ragioni ai supporters ionici.

Hanno fatto rumore le parole del ds De Santis, nel dopogara, a Studio 100: “Vin­cere non basta, visto che veniamo vessati di insulti. Ora abbiamo superato il limi­te: non permetto a nessuno di chiamarmi mafioso e se qualcuno è abituato a fare il furbetto, passerà dalle forche. Adesso basta, non possiamo più nemmeno parla­re, quando anche noi abbiamo il diritto di farlo. Ringrazio la gente che ha ap­plaudito un squadra che ha fatto quello che poteva. Accetto le critiche, ma non le cattiverie. Abbiamo fatto delle scelte, giuste, e ribadisco, giuste”. Lo stesso ds terrà oggi una conferenza stampa. Il club intanto ha comunicato che “il difensore classe 2000 Francesco De Caro rientra dal prestito al Benevento. L’under ha for­nito un contributo importante alla causa rossoblù soprattutto nella prima parte del campionato. A Francesco vanno i più sentiti ringraziamenti della società per la professionalità dimostrata in questi pri­mi mesi con l’augurio di un futuro spor­tivo sempre più ricco di soddisfazioni” si legge in una nota.

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