22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

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Il punk tutto inglese degli Ephemerals

In giro per il mondo fra vinili, dj, producer: si vola nel Regno Unito

Gli “Ephemerals” (foto Kenny McCracken)
Gli “Ephemerals” (foto Kenny McCracken)

Questa settima­na sono nuovamente in mo­vimento e mi reco in quella che è stata da sempre con­siderata la patria della musi­ca avanguardista e non con­venzionale.

Giunto nel Regno Unito e precisamente a Brighton, nei pressi di Londra, incon­tro Miss Hillman Monde­green compositrice, autrice e colonna portante degli Ephemerals.

Mister Wolf (altro compo­nente e cantante) e Hillman si incontrano ad un concer­to dove suonavano le loro rispettive band, da qualche parte in Francia.

Solo pochi mesi dopo, na­scono gli Ephemerals e il loro album di debutto, “Nothin Is Easy”, viene provato e regi­strato in soli 4 giorni.

È stato pubblicato come download gratuito prima di attirare l’attenzione di Ja­lapeno Records che lo ha rilasciato ufficialmente l’1 settembre 2014, riscuotendo immediatamente apprezza­menti da parte degli amanti della musica e dei media.

Mentre il follow-up dark psi­chedelico, “Chasin Ghosts”, è stato realizzato in modo simile e pubblicato il 23 ot­tobre 2015.

Questo album ha iniziato a incorporare più elementi di jazz, rock e hip hop, raffor­zando nel contempo il con­tenuto lirico che è sempre ponderato, duro e senza nessuna paura di affronta­re gli argomenti più oscuri come l’amore, la depressio­ne, la politica mondiale op­pure la filosofia.

A quel punto la stella Hillman era cresciuta costantemente e gli Ephemerals si erano af­fermati sia in patria che nel continente.

Con la combinazione di un instancabile programma di tournée e di periodi prolifici di scrittura, l’album numero 3 fu completato quando la band aveva tanti anni.

“Egg Tooth” è stato rilascia­to il 21 aprile 2017 e ha vi­sto la band rinfrescare il suo suono con una nuova dire­zione. Sempre senza pau­ra di spingere i confini del suo mestiere, questa usci­ta emana spudoratamente jazz, afrobeat e psichedelia che galvanizzano l’anima e il r & b che rimane al centro della band.

Gli Ephemerals hanno sem­pre sviluppato una narrazio­ne ben precisa attraverso i loro album, con “Nothin Is Easy” incentrato sulla vita, “Chasin Ghosts” che si oc­cupa della morte e “Egg To­oth” che esplora la rinascita. Mantengono la stessa for­mazione di 7 elementi per registrare tutti e tre gli al­bum e fare tournée dal vivo li rende ancora più solidi e compatti.

Questa è una band ai vertici e il mondo musicale è sicura­mente in attesa di sorprese: loro stanno per pubblicare il quarto album, previsto per l’inizio del 2020 per, poi, in­traprendere un tour europeo su vasta scala!

Chiedo della situazione mu­sicale in Inghilterra, ma noto immediatamente un senso di riluttanza nel parlare di una sola nazione.

«Le persone come me non si organizzano in termini ge­ografici – dice Miss Hillman Mondegreen – Io sono trans.

Siamo una comunità globale e la nostra bandiera è bian­ca, rosa e blu. Quindi non ragiono in termini di scena locale, faccio parte di un gruppo neurologico di uma­ni che sono presenti in tutte le etnie del mondo.

La nostra comunità tende a focalizzarsi sulla musica noise e stili DYI del punk, di solito questo riflette gli orrori ed i traumi insiti nel dover far finta di essere qualcosa che non si è.

Anche se in origine io pro­vengo dalla scena jazz, che è una musica anti-colonia­lista e contiene momenti di pura bellezza e orrore.

Nell’affrontare e accettare il mio essere trans, ho capito che il mio corpo si sente a suo agio col jazz. Abbiamo entrambe i nostri momenti migliori al di fuori delle to­nalità convenzionali. Ma in questo sono un caso abba­stanza unico all’interno della mia comunità queer.

La musica noise prodot­ta dagli eccellenti musicisti della mia comunità è qual­cosa che ho tentato di incor­porare in quello che faccio con Ephemerals.

Nella comunità queer ci sono gruppi come Gutter­snipe, Uboa, Blom che cre­ano questi suoni liberi e ca­otici e io voglio far parte di questa cosa anche se con la mia prospettiva personale.

La mia scena di riferimento, quindi, è una enorme fonte di ispirazione per me perché è creata da e per persone come me. Mi sento a casa quando sono circondata da questi suoni».

Scattano gli auguri per l’im­minente uscita del quarto album, ma naturalmente pri­ma di salutarci Miss Hillman Mondegreen mi detta le sue dieci tracce preferite.

Eccole:

  1. Trimbal – Confidence Boost
  2. Ic3peak – Грустная Сука
  3. Guttersnipe – Loaded from Vector Trap
  4. Roy Haynes – Dorian
  5. Batpiss – Weatherboard Man
  6. John Coltrane – Africa Brass
  7. Alice Coltrane – Spiritual Eternal
  8. Beatles – Goodnight
  9. Bby Mutha – Rules
  10. Scott McKenzie – San Fransisco

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