16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 18:03:30

Cronaca News

«Il futuro di Taranto è già disegnato nel Cis»

Claudio De Vincenti all’iniziativa della Uil

L’ex ministro Claudio De Vincenti
L’ex ministro Claudio De Vincenti

Il futuro potrebbe non essere così lontano. Si po­trebbe riassumere così il pen­siero su Taranto di Claudio De Vincenti, già ministro del Mez­zogiorno e per la coesione ter­ritoriale nel governo Gentiloni e, ancora prima, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, sempre con delega alla coesione territoriale, nel governo Renzi. Ma, soprattutto, è stato colui il quale ha tenuto, finché è rima­sto in carica, le redini del Cis, il Contratto Istituzionale di Svi­luppo varato per Taranto dopo l’esplosione della vertenza Ilva.

De Vincenti è stato ospite al convegno “Una nuova strate­gia per lo sviluppo”, organiz­zato dalla Uil, che si è tenuto a Palazzo di Città il 24 gennaio, al quale hanno partecipato, fra gli altri, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Ma­rio Turco, il sindaco Rinaldo Melucci, il presidente dell’Au­torità Portuale, Sergio Prete, il presidente della Camera di Commercio, Luigi Sportelli, il presidente del “Centro di cul­tura per lo sviluppo”, Domeni­co Maria Amalfitano, oltre al segretario della Uil, Giancarlo Turi. Il dibattito è stato mode­rato dal direttore di Studio 100, Walter Baldacconi.

De Vincenti è stato chiarissi­mo, fedele alla linea tracciata dai governi Renzi e Gentiloni: «Il futuro non si costruisce sul­la desertificazione industriale. Qui c’è il più grande siderurgi­co d’Europa e la sfida è quella di renderlo l’impianto che apre la stagione del ciclo integrale ambientalmente compatibile. Questa è una opportunità con­creta, di oggi. Il futuro non si costruisce né sulla fine di que­sto stabilimento né facendolo andare avanti come se nulla fosse, come è accaduto in pas­sato. Questi però sono percorsi che richiedono tempo e investi­menti. La costruzione della co­pertura dei parchi minerali è un grande passo avanti indispen­sabile per migliorare la qualità della vita al rione Tamburi».

Taranto quindi costretta a lega­re il proprio destino alla gran­de industria? Niente affatto. «Il cambio di paradigma – ha detto l’ex ministro – è proprio nel Cis. Il porto e l’Arsenale stanno ri­partendo, abbiamo stanziato 90 milioni per la rigenerazione ur­bana, il MarTa è il fiore all’oc­chiello di questo territorio. E queste sono cose che ci sono già. Il lavoro per il risanamento ambientale è stato avviato, capi­sco l’impazienza ma gli ostacoli sono stati tanti e non vorrei che quel lavoro si interrompesse sul più bello». Un riferimento espli­cito proprio al rallentamento, per usare un eufemismo, che ha subito il Cis, tavolo che non viene convocato dal 24 giugno scorso.

De Vincenti non ha mancato di lanciare una frecciata anche alla Regione del presidente Mi­chele Emiliano, per i ritardi nel­la costruzione dell’ospedale San Cataldo per il quale ci sono a disposizione 70 milioni di euro.

Ma è sempre il lavoro dei go­verni Renzi-Gentiloni svolto nell’ambito del Cis che l’ex mi­nistro ha tenuto a sottolinea­re, con una stoccata ai governi Conte 1 e 2: «Eravamo partiti con oltre 800 milioni, fino al 2017 ne avevamo già spesi 260 e erano stati avviati lavori per altri 460 milioni. Negli ultimi due anni di milioni ne sono stati spesi appena 50».

De Vincenti ha messo in guar­dia anche dal cosiddetto “Can­tiere Taranto”, sul quale al convegno si è soffermato il se­natore Mario Turco annuncian­do l’imminente visita a Taranto del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per annunciare – ha dettoTurco – una iniziativa di grande impatto.

De Vincenti, però, ha invita­to a ripartire dal Contratto di Sviluppo : «Attenti a non cre­are altre strutture burocratiche, sarebbe meglio calare tutto nel Cis».

E ancora il futuro: «Si riparte da ciò che già c’è e che però va cambiato in una direzione po­sitiva. Questa città ha una luce pazzesca ma ha anche grandi sofferenze e merita un cambia­mento in meglio».

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