11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 17:10:34

Cronaca News

Operatori sanitari pronti a scendere in piazza

La Cisl Fp rilancia sul problema della sicurezza e annuncia una manifestazione pubblica

Corsia di ospedale - archivio
Corsia di ospedale - archivio

«Operatori sani­tari abbandonati. Scenderemo in piazza».

La Funzione Pubblica della Cisl di Taranto rilancia sul problema della sicurezza per gli operatori sanitari e annuncia una manife­stazione pubblica se tarderanno ad arrivare le risposte.

«Una decina di giorni addietro scrivevamo ai vertici delle Asl di Brindisi e di Taranto, ai prefetti e ai sindaci delle due province, chiedendo l’attivazione dei tavoli di confronto per arginare il feno­meno degli episodi di violenza, ma non abbiamo ricevuto ancora alcun riscontro agli allarmi lan­ciati e questo provoca dispiacere – I professionisti sanitari sento­no la vicinanza di molti, ma la percezione che arriva loro dalle istituzioni a volte è nettamente diversa. Essi sono la faccia, le braccia e la mente della sanità, verso i quali alcuni cittadini esa­sperati e stanchi si scagliano, a volte purtroppo in maniera ag­gressiva. Il termine sicurezza richiama al concetto di rispetto della persona e non è accettabile che non si rispetti chi si adopera per garantire il bene comune… la salute. Nell’ultima settima­na, nella sola Asl di Brindisi si sono verificati altri due episodi di gravi aggressioni, quello a danno di una operatrice che su­biva un paziente ricoverato nel reparto di Psichiatria del Perrino di Brindisi e l’altro a discapito di due operatori del 118 insegui­ti per strada da un paziente che fortunatamente sfogava la sua violenza sull’ambulanza, fino a distruggerla. Questi sono solo i casi noti, purtroppo si sa, in mol­ti subiscono senza trovare il co­raggio di denunciare. Quel che è certo è, che in Italia tre operatori sanitari al giorno subiscono vio­lenza e da queste parti non si fa eccezione».

Su questo la Cisl non fà spalluc­ce ed estende nuovamente l’in­vito a riflettere sul valore della sicurezza, su come si possa con­cretamente operare per contra­stare questa piaga e far cessare la sensazione d’impunità per chi delinque.

«Vogliamo che i sanitari siano ascoltati da vivi, evitando di ri­cordarli in passerella quando l’aggressione finisce in trage­dia, proprio come è accaduto ai malcapitati sopra citati e come accadde qualche anno fa alla Psichiatra barese, la dottores­sa Paola Labriola, uccisa da un paziente con 70 coltellate. Una vittima di una morte annunciata! Tutti i datori di lavoro, compre­so i Direttori Generali delle Asl, sono obbligati alla salvaguardia della salute dei propri dipendenti sia fisica che psichica, lo prevede il D.Lvo 81/2008, per questo se dovessero tardare ad arrivare le risposte, la Cisl Funzione Pub­blica si preparerà alle diffide formali e ad una mobilitazione pubblica».

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