22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 19:30:09

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A Casa Pascoli i saggi di Paolo De Stefano

Il giardino di “Casa Pascoli”
Il giardino di “Casa Pascoli”

A “Casa Pasco­li”, oggi museo del comune di San Mauro Pascoli in Ro­magna, sono stati raccolti gli studi ed i saggi del professor Paolo De Stefano sul grande poeta Giovanni Pascoli.

La comunicazione è giunta al professore tramite la respon­sabile del museo “Casa Pa­scoli”, Rosita Boschetti.

“A nome dell’Amministrazione comunale di San Mauro Pa­scoli desidero sentitamente ringraziarla per i saggi e gli studi da lei scritti e pubbli­cati su Giovanni Pascoli che saranno custoditi nella biblio­teca della Casa”. Essi sono: 1) – Giovanni Pascoli nel 150° della nascita. L’Arengo – I Quaderni n° 2 – 2007; 2) – Gio­vanni Pascoli l’inno secolare a Giuseppe Mazzini in L’A­rengo – Quaderni n° 7 – 2012; 3) – Cosmiche cromature pa­scoliane in La Nuova Ricerca, Università di Bari n° 8 – 1999;

4) – Giovanni Pascoli a Giu­seppe Verdi in La Nuova Ri­cerca n° 14/15 – 2005-2007.

Ma particolare attenzione è stata rivolta alla trilogia sul poeta: L’Ombra, La Sorella, La Tessitrice, opera unica sul­la vita della sorella Mariù, cu­stode dei sentimenti umani e poetici del grande fratello.

La lettera pervenuta al profes­sor De Stefano dice:

“Gentilissimo professore, de­sidero ringraziarla moltissimo per l’invio dei suoi tre volumi su Giovanni Pascoli. Si capi­sce chiaramente la passione per il poeta, per le impressioni fugaci, per le meraviglie del mondo naturale. Ho termina­to di leggere il primo volume e lo trovo molto interessante e ben scritto. Rosita Boschet­ti – Direzione museale Parco Poesia Pascoli anche a nome del Comune di San Mauro”.

Ha pronunziato al professore Paolo De Stefano, nella sera­ta in cui si presentava l’ultimo volume “La Tessitrice” di Gio­vanni Pascoli, a nome del Co­mune di Taranto e personale, queste parole il Presidente del Consiglio Comunale della cit­tà Lucio Lonoce.

“Illustri ospiti, signore e signo­ri, caro Preside.

È un onore per me rappresen­tare il Comune di Taranto in questa occasione.

E lo è anche a titolo persona­le, per l’amicizia che mi lega al Prof. Paolo De Stefano: uomo di scuola, dotato di sconfinata cultura e fine intellettuale della nostra città. Il completamen­to di una straordinaria trilogia dedicata a Giovanni Pascoli (dopo i precedenti romanzi “L’Ombra” e “La Sorella”) è il frutto di un lavoro di ricerca e di introspezione che, ovvia­mente, non ha una dimensio­ne locale, avendo invece un respiro nazionale.

Ed è per tutti noi motivo di or­goglio, ancora una volta, evi­denziare che un personaggio di tale spessore è figlio della nostra terra.

Una terra cui il Preside Stefa­no è profondamente legato, avendo tra l’altro dedicato tempo, studi e fatica ad alcuni tra i più noti autori di origine tarantina, come Cesare Giu­lio Viola e Tommaso Niccolò d’Aquino, attraverso mirabili pubblicazioni. E che dire della sua esperienza di Docente e di Preside? Tutti lo ricordano con stima e affetto, che egli ha voluto ricambiare dedican­do proprio ai suoi studenti dei Licei “Archita” e “Quinto En­nio” questo suo terzo volume dedicato a Pascoli.

Ascoltare una sua lezione è sempre stata un’esperienza affascinante, capace di arric­chire il bagaglio culturale, ma anche l’anima dei suoi allievi.

E anche le conversazioni che il prof. De Stefano ancora oggi ci dona in varie occasioni, sono opportunità di crescita per ciascuno di noi.

Lo stiamo apprezzando an­che per i suoi interventi sulla stampa locale, in cui analizza (con editoriali di grande effi­cacia) la società contempo­ranea, la vita cittadina, oltre a problematiche etiche e cultu­rali. Perché è un personaggio umile, generoso, che non ama rintanarsi in una torre d’avorio con un atteggiamento snob e arrogante. Al contrario è per­sona amabile, peraltro dotata di un senso dell’umorismo, insospettabile per chi ne co­nosce solo l’austero aspetto professionale.

Ecco, professore: questo sen­tivo di dirLe in pubblico.

Con un solo grande rammari­co: avrei voluto anch’io essere un suo allievo.

Mi avrebbe reso migliore, più ricco interiormente e cultural­mente.

Ma stasera, ascoltandoLa, so che riceverò ancora un pizzi­co del suo sapere.

Grazie, caro Preside”.

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