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Caso Stano, messa alla prova per 11 minori

Il 4 marzo, invece, altra udienza per i tre maggiorenni imputati per gli stessi reati

Città di Manduria
Città di Manduria

Messa alla prova per undici minorenni coinvolti nell’inchiesta avviata dopo la morte di Antonio Cosimo Sta­no, il sessantaseienne mandu­riano vittima di bullismo. Per gli undici ragazzi (altri due ave­vano già ottenuto la messa alla prova), il presidente del Tribu­nale dei minorenni di Taranto, dott.ssa Bina Santella, ha accol­to la richiesta del procuratore, dott.ssa Antonella Montanaro di messa alla prova per periodi che vanno dai due ai tre anni.

Al termine del periodo di so­spensione, in caso di esito po­sitivo della prova, il reato viene cancellato.

Il giudice però può revocare anticipatamente la misura e ri­prendere il processo sino alla sentenza, per grave e reiterata trasgressione del programma di trattamento o delle prescri­zioni. Nel collegio difensivo gli avvocati Fabrizio Lamanna, Franz Pesare, Nicola Marseglia Davide Parlatano, Armando Pa­sanisi, Cosimo Micera, Lorenzo Bullo, Antonio Liagi, Daniele Capogrosso e Antonio Carbone. Ora l’attenzione si sposta sui tre maggiorenni, tutti di Manduria, imputati per gli stessi reati. Si dovrà attendere l’udienza del 4 marzo nel corso della quale si conoscerà la nuova perizia ri­chiesta dal giudice del Tribuna­le di Taranto per conoscere le cause di morte di Stano.

Il sessantaseienne da tempo era finito nel mirino del branco. I filmati che i ragazzi si scam­biavano nelle chat mostravano richieste di denaro, aggressioni con calci, pugni e bastoni. Ag­gressioni avvenute non solo in casa dell’uomo ma anche per strada, alla presenza di testimo­ni. Alcune persone che abitano nei pressi dell’abitazione della vittima hanno raccontato che le violenze andavano avanti da 2012. Il 6 aprile del 2019 gli agenti del Commissariato di Manduria erano intervenuti dopo la segna­lazione di alcuni vicini e ave­vano trovato il sessantaseienne molto provato. Stano, definito dai giovanissimi “il pazzo”, era stanco delle aggressioni che omai andavano avanti da anni. Era così terrorizzato che negli ultimi giorni si era ridotto su una sedia, senza più mangiare e bere. Gli agenti avevano dovu­to convincere l’uomo che era­no andati a casa a soccorrerlo perchè Stano credeva che fosse un’altra incursione della gang. I vicini avevano segnalato che da alcune settimane durante le ore serali e le prime ore del matti­no, si verificavano diversi epi­sodi di atti illeciti commessi da ignoti, circa cinque- sei perso­ne, ai danni di Antonio Cosimo Stano. Vessazioni, soprusi, e le­sioni ad opera di un branco.

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