18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 12:17:53

Cronaca News

Cambiamenti climatici, a rischio Isola e Borgo

Cambiamenti climatici, a rischio Isola e Borgo
Cambiamenti climatici, a rischio Isola e Borgo

Ascoltare la scien­za fa guadagnare tempo. È con questa battuta del professor Giu­seppe Mastronuzzi che si può sintetizzare la giornata di studio e disseminazione organizzata a Taranto da CM-CC, dall’U­niversità di Bari in collabora­zione con Serveco sul clima e i cambiamenti. Gli anni che stia­mo vivendo sono i più caldi da quattrocentomila anni a questa parte e le temperature andran­no sempre più ad alzarsi, alme­no, stando a quanto sostengono ben undici modelli matematici di previsione. L’aumento delle temperature inciderà sulla vita quotidiana a cominciare dall’in­nalzamento dei livelli del mare che, sebbene non sia percepibile quotidianamente è ormai misu­rabile. Il mare non crescerà in maniera uguale ovunque e se in Pianura Padana si perderanno oltre cinquemila metri quadri di territorio, Taranto rischia me­diamente di meno, grazie anche ai movimenti geologici che mi­tigheranno l’innalzamento dei mari. Nei modelli previsionali si vede chiaramente che saran­no la parte nord dell’Isola e del Borgo a rischiare di essere som­mersi, se non si farà nulla per impedirlo. Crisi, infatti, etimo­logicamente indica la scelta ed è quella che l’uomo ora deve com­piere per decidere come reagire ai cambiamenti climatici, non facendo nulla o provando a indi­viduare strategie di mitigazione e resilienza. Grazie alla possibi­lità di accedere a modelli clima­tici di previsione con precisione che può arrivare a poche decine di km, prevedere cosa accadrà è possibile quasi con precisio­ne. La precisione dei modelli va però verificata con l’osservazio­ne diretta.

Cambiamenti climatici, a rischio Isola e Borgo
Cambiamenti climatici, a rischio Isola e Borgo

Giovanni Coppini ha indicato l’attualità del lavoro della Fon­dazione CMCC, spiegando come sia possibile mitigare gli impatti del climate change attraverso so­luzioni tecnologiche e naturali, come il rimboschimento costie­ro. Reder, ricercatore della Fon­dazione, è intervenuto illustran­do come i modelli previsionali già indichino quale scenari ci troveremo presto ad affrontare. L’innalzamento dei mari non sarà uguale ovunque, perché le dinamiche che soggiaciono a questo fenomeno sono diverse, come ha spiegato Antonioli, già Enea: ci sono movimenti geo­logici che si intersecano e pro­ducono delle differenze: mentre il Tavoliere sarà sommerso, Ta­ranto avrà un impatto minore. Il professor Capolongo ha invece spiegato come la mano dell’uo­mo produca le precondizioni per i disastri, a cominciare dalle alluvioni. La cementificazione è pericolosa sia per l’imper­meabilizzazione del suolo, sia perché, se fatta nei dintorni dei bacini alluvionali, può essere l’anticamera dei disastri, perché si conoscono quali fenomeni accadranno, ma non è possibile prevedere quando. Il professor Pierri è intervenuto sulle modi­ficazioni dell’ambiente marino mediterraneo, mettendo in guar­dia la platea sul rischio dell’in­troduzione delle specie aliene che arrivano nel Mare Nostrum attraverso diverse vie d’entrata e vi proliferano a causa del ri­scaldamento delle acque. Bruno Notarnicola, invece, professore ordinario di Ecologia industriale e scienze merceologiche, ha illu­strato in che maniera le impre­se impattano sul riscaldamento globale, attraverso le emissioni della CO2 e ha invitato a utiliz­zare modelli di comportamenti virtuosi anche a Taranto, ma­gari in occasione dei Giochi del Mediterraneo del 2026. Infine Pietro Vito Chirulli, di Serveco, partner dell’iniziativa, ha invi­tato tutti a scegliere quotidiana­mente da che parte stare, perché tante piccole azioni, impattano tanto quelle delle grandi azien­de, a cominciare dalla scelta di comprare più o meno prodotti con imballaggi.

Il seminario è stato l’occasione per comprendere come la scien­za possa sia aiutare a immagina­re il futuro sia a ragionare sulle possibili soluzioni. Secondo i modelli previsionali in Italia, nei prossimi ottanta anni, la tempe­ratura si innalzerà mediamente di cinque gradi e le giornate di caldo intenso, con il termome­tro al di sopra dei 35 gradi, sa­ranno sedici o diciotto volte in più, con conseguenze quotidiane importanti, che impatteranno sul benessere delle persone, anche a livello economico: il sud

Determinati dall’uomo, che ha intaccato il delicato equilibrio naturale del ciclo del carbonio, i cambiamenti climatici sono la conseguenza dei sistemi di pro­duzione e delle scelte, appunto. Per questo dal tavolo dei relatori arriva l’appello affinché si adot­tino misure che vadano a miti­gare gli impatti, magari aumen­tando le aree marine protette, rimboschendo le coste e aumen­tando le foreste subacquee di posidonia, ma anche scegliendo di svolgere in maniera sosteni­bile i prossimi Giochi del Me­diterraneo che si svolgeranno a Taranto.

Il seminario, a cui hanno parte­cipato diverse classi delle scuole superiori tarantine (Righi, Fer­raris, Archimede, Aristosseno), ha visto l’intervento degli esper­ti della Fondazione CMCC, dell’Università di Bari e dell’im­prenditore Pietro Vito Chirulli di Serveco, è stato il primo mo­mento di confronto scientifico sul clima.

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