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La Renato Moro di Taranto e il “Senza Zaino”… digitalizzato

La Renato Moro di Taranto e il “Senza Zaino”... digitalizzato
La Renato Moro di Taranto e il “Senza Zaino”... digitalizzato

Anche quest’anno, si è tenuto, presso il cinema-te­atro Ariston di Taranto, l’evento formativo sul sistema didattico innovativo del “Senza Zaino”.

L’Istituto comprensivo “Rena­to Moro”, scuola polo in ambito territoriale per la Regione Pu­glia sul modello “Scuola Senza Zaino”, ha diretto, nella persona del dirigente scolastico Dott.ssa Loredana Bucci l’evento che ha visto numerosa la partecipazione tra addetti ai lavori, docenti e ge­nitori degli alunni che frequenta­no l’Istituto Moro e delle altre scuole della rete Senza Zaino (XXLuglio-Bettolo, Viola- Batti­sti, Basile-Europa, Vico-De Ca­rolis, Giovanni XXIII di Statte, Don Bosco di Taranto, Apulia di Tricase )

“Una visione di scuola innovati­va e capace”, è stato lo slogan che ha caratterizzato l’incontro, che già dalle prime battute, ha evi­denziato un aspetto della scuola mirato a sviluppare le compe­tenze degli alunni in un percorso educativo – formativo che va dai tre ai quattordici anni.

Intervenuti, la dottoressa Maria Paola Pietropaolo, membro del­la direzione nazionale del “Sen­za Zaino”, la dottoressa Daniela Pampaloni coordinatrice nazio­nale della Rete e il dottor Riccar­do Romiti, consulente esperto e formatore dei dirigenti e dei do­centi del “Senza Zaino”.

Il modello “Senza zaino “ ha preceduto, in senso cronologico, i principi educativi e didattici ritrovati, poi, nelle Indicazioni Nazionali del 2012, in cui vi è un chiaro riferimento alle differen­ziazioni delle attività didattiche, al valore del curricolo implici­to nelle esperienze scolastiche e, non di meno, all’importanza degli esiti di apprendimento, at­traverso l’utilizzo di una valuta­zione autentica che valorizzi e sostenga lo studente, sia nella ri­cerca, nella individuazione e nel superamento dei propri errori.

Importante, è anche l’alleanza scuola-famiglia che mira alla co­struzione di una comunità edu­cante in cui le famiglie diventa­no parte attiva del processo di crescita e formazione dei propri figli, all’interno della scuola.

Parallelamente a queste consi­derazioni, brillantemente espo­ste dalla dottoressa Pietropaolo, il dottor Romiti ha raccontato la sua esperienza di genitore in una scuola lontana dal “Senza Zaino” e, ironicamente, ha pre­cisato che indipendentemente da esso, la scuola di oggi deve attivare processi di partecipa­zione attiva dello studente nelle attività didattiche e, partendo dal concetto di centralità e protago­nismo dell’alunno, deve renderlo “coprogettatore e “covalutatore” del suo stesso percorso di ap­prendimento scuola non è più quello di riempire le menti dei ragazzi di nozioni, ma fornire loro gli strumenti per costruire autonomamente i propri saperi, sapendo distinguere ciò che re­almente può essere considerato attendibile. Il tutto nel rispetto dell’era tecnologica in cui vivia­mo e nella facilità con cui i nostri ragazzi “digitalizzati” riescono a reperire saperi attraverso il mon­do di Internet.

Madrina e moderatrice dell’e­vento, il dirigente scolastico dot­toressa Loredana Bucci, ha poi precisato l’importanza del per­corso, dell’Istituto comprensivo “Renato Moro”, di classi con il modello “Senza Zaino”, che se­guono una sperimentazione digi­tale con dotazione individuale di Ipad Apple.

La scuola, infatti, dirige già da due anni l’attenzione allo svilup­po e consolidamento delle com­petenze digitali, con l’implemen­tazione dell’uso, in tutte le classi secondarie di primo grado, della piattaforma “Google educatio­nal” ed, in particolare, dell’ap­plicazione “Google classroom”, trovando nuovi stimoli nell’espe­rienza di classi digitali con Ipad, dove le potenzialità didattiche dell’apprendimento differenzia­to, essenza del “Senza Zaino”, risultano valorizzate ed incre­mentate.

Spiega la professoressa Marian­gela Caffio, docente di italiano del “Senza Zaino” tecnologico, che l’utilizzo per l’insegnante dell’”App classroom” consente di inviare, attraverso la condivi­sione Bluetooth, materiali diffe­renziati per gruppi di livello o di interesse nell’ immediato; con­sente, inoltre, il controllo simul­taneo di tutti gli schermi Ipad attivi degli studenti, seguendoli nelle attività e supportandoli con discrezione in caso di difficoltà. Le potenzialità della fusione tra “Senza Zaino” e digitale Ipad sono molteplici, perché all’effi­cacia collaudata delle tecniche di differenziazione dell’appren­dimento sperimentale del “Senza Zaino” classico, si associano la maggior motivazione e parteci­pazione degli studenti. La tecno­logia digitale, continua la profes­soressa Caffio, è anche un valido supporto nella gestione del grup­po classe, sostituendo strumenti cartacei come i registri, con ap­plicazioni di più rapida consulta­zione e gestione.

Proprio l’utilizzazione della mul­timedialità e della tecnologia informatica in ambito didattico ha spinto il dirigente scolastico, dottoressa Bucci, a partecipare nei giorni scorsi a Londra ad una conferenza internazionale della Apple dove sono emerse numero­se risorse ed opportunità per gli studenti della nuova generazione.

Infine, la dottoressa Bucci ha pre­so parte, sempre in terra londine­se, al Bett Show giunto alla sua 32^ edizione: la più importante fiera, a livello mondiale, sulle tecnologie di didattica digitale, tratteggiando una nuova “era“ nella scuola con nuove opportu­nità per i nostri studenti, adesso “didatticamente digitalizzati”.

 

3 Commenti
  1. Monica 8 mesi ago
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    Sarà un modello innovativo di insegnamento, intanto vedo e sento sempre più studenti che non sanno usare i verbi e che non sanno le tabelline,cose basilari del Sapere.

  2. Manuela Avakian 8 mesi ago
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    Iniziativa lodevole….in attesa di fondi per i metal detector( in ottemperanza del D.L. del 04 Ottobre 2018 n.113) è meglio lasciar a casa gli zaini che potrebbero nascondere armi ed esplosivi, non si sa mai di questi tempi…

  3. alessia calvo 8 mesi ago
    Reply

    Metodo assolutamente inconcludente, delusione totale

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