25 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Settembre 2021 alle 22:33:00

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La Festa della Candelora

La nostra rubrica sulla “tarantinità”

Cattedrale di San Cataldo a Taranto
Cattedrale di San Cataldo a Taranto

Questa settimana il prof. Antonio Fornaro inizia la rubrica da lui curata facendo sapere che, anche se i tre giorni della merla non si sono ancora fatti sentire, potrebbero tornare molto freddi nella prima deca­de di febbraio.

Questa settimana Fornaro in­centra i suoi commenti sull’an­niversario della morte del santo tarantino Egidio, sulla tradizio­nale festa della Candelora e su San Biagio.

La Chiesa Cattolica questa set­timana festeggia la Madonna sotto i titoli di: Nostra Signora Specchio di Carità, Nostra Si­gnora del Fuoco, Nostra Signo­ra dei Naufraghi e Madonna della Porta.

Il 2 febbraio si ricorda San­ta Caterina de’Ricci. Quando pregava sanguinava ed ebbe il dono delle stimmate.

Il 3 si festeggia San Biagio, pa­trono delle donne in cerca di marito, delle malattie della gola e dei cardatori.

Il 4 si festeggia San Giuseppe da Leonessa.

Il 5 si festeggia Sant’Agata che a 13 anni fu chiesta in moglie dal Console di Catania, lei ri­fiutò e lui la denunciò come cri­stiana. Fu torturata e le furono strappate le mammelle con le tenaglie. Per questo motivo è patrona delle balie, è invocata contro le malattie del seno, gli incendi, le eruzioni e i terremo­ti. E’ venerata patrona di Cata­nia.

Il 6 si festeggia Santa Dorotea che fu decapitata e la cui testa dal collo finì nel cesto che si riempì miracolosamente di tre pomi e di tre rose.

Il 7 ricorre l’anniversario della morte del santo tarantino Egi­dio.

L’8 si festeggia San Girolamo Emiliani, patrono degli orfani e della gioventù abbandonata.

Questi i detti della settimana: “Febbraio, mese corto e ama­ro”, “Febbraio, mese buono per il capraio”, “Della Candelora l’inverno è fuori”, “Chi mangia fiele non sputa miele”, “Casa cercata è mezza pagata”, “Chi vuole cambiare moglie a feb­braio la metta al sole”, “I debiti si pagano e i peccati si pian­gono”, “I parenti li dà Dio, gli amici me li scelgo io”.

Giuseppe Cravero ci ricorda che il 3 febbraio 1929 cadde su Taranto una abbondante ne­vicata e la temperatura scese a -3,5 gradi. Per il freddo ci furo­no morti e anche intossicati da ossido di carbonio. Il 7 febbraio 1916 giunse a Taranto il primo zampillo dell’Acquedotto Pugliese. La cerimonia si svolse nell’allora Piazza Giordano Bruno, oggi Maria Immacolata, e, poiché lo zampillo ritardava ad uscire, un buontempone presente disse che non usciva il primo latte dal sindaco.

Sant’Egidio morì a Napoli il 7 febbraio 1812 nella Chiesa di San Pasquale a Chiaia e le cronache ricordano che aveva chiara la consapevolezza che stava per morire.

Fu beatificato il 5 febbraio 1888 e canonizzato il 2 giugno 1996.

Sant’Egidio viene venerato a Taranto nella casa Natale del Pendio Lariccia, nella Chiesa di San Pasquale e nella Chiesa di Tramontone a lui intitolata. Al Santo è stato eretto un mo­numento di bronzo nei giardini di Piazza Garibaldi e in quello delle dieci palazzine in via Ce­sare Battisti.

A lui è intitolata una confra­ternita cittadina. E’ il santo dei poveri, dei pescatori e degli ammalati.

La festa della Candelora è co­nosciuta anche come festa della Presentazione di Gesù al Tem­pio e Purificazione della Ma­donna.

A Taranto il presepe viene di­sfatto il 2 febbraio e lo stesso giorno si friggono le ultime pettole per antica tradizione. Nella cripta del Duomo di San Cataldo si conserva un basso­rilievo in stucco della seconda metà del 1400 che rappresenta la Madonna della Candelora. Le candele che si benedicono in questo giorno vengono portate a casa e accese al capezzale dei moribondi e in presenza di tem­porali.

Si dice che della Candelora l’inverno sia fuori, ma i nostri nonni dicevano che bisognava attendere ancora 45 giorni per aprire le porte alla Primavera.

San Biagio è patrono di Carosi­no e di Avetrana, ma viene fe­steggiato anche a Palagianello.

A Milano è consuetudine man­giare in questo giorno l’ultima fetta di panettone.

San Biagio viene venerato an­che ad Ostuni e a Corsano, in provincia di Bari.

A Carosino i festeggiamenti ci­vili si svolgono ad ottobre, in­vece quelli religiosi a febbraio.

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