22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 06:45:31

Banca di Taranto - Bcc Credito Cooperativo
Banca di Taranto - Bcc Credito Cooperativo

Un convegno na­zionale sul ruolo delle Banche di Credito Cooperativo (Bcc) per creare occupazione, reddito, svi­luppo durevole.

Quali possibili conseguenze del nuovo quadro normativo banca­rio europeo sul credito alle im­prese?

Si è tenuto venerdì a Taranto il convegno nazionale “L’accesso al credito per le pmi. Le novi­tà dopo la riforma del Credito Cooperativo” organizzato dalla Banca di Taranto – Bcc Credito Cooperativo in collaborazione con la Confcommercio Taranto. Il convegno ha posto l’accento sul ruolo delle banche coopera­tive mutualistiche nel sostegno all’economia reale, a fronte del nuovo assetto organizzativo de­terminatosi con la riforma del Credito Cooperativo del 2016-18 e sulle preoccupazioni per le re­gole bancarie di origine europea.

Al Convegno – aperto dai sa­luti del presidente della Banca di Taranto, Lelio Miro – han­no partecipato il presidente di Confcommercio Taranto, Leo­nardo Giangrande; il direttore generale di Finpromoter, Pier­paolo Ciuoffo; il presidente di Federcasse e presidente della Federazione Puglia e Basilicata delle Bcc, Augusto dell’Erba; il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mario Turco.

Il presidente di Federcasse Au­gusto dell’Erba ha sottolineato come «le imprese e le famiglie dei territori siano gli unici soci-proprietari e i clienti tipici delle Bcc. La ragion d’essere e di ope­rare delle banche di comunità è lo sviluppo durevole delle comu­nità delle quali sono l’espressio­ne bancaria».

«Le Bcc debbono però ora con­frontarsi con un contesto nor­mativo europeo che è cambiato rispetto all’approvazione della riforma del 2016 e occorre ca­pire insieme al legislatore e alle altre Autorità se e quali siano i margini per un adeguamento del quadro normativo che esalti il ruolo di servizio alle imprese e alle famiglie delle banche mu­tualistiche. Le quote di mercato nei crediti ai settori del commer­cio, dell’artigianato, del turismo e dell’agricoltura sono lusin­ghiere e vogliamo accrescerle in modo sostenibile in quantità e qualità. Soprattutto al Mezzo­giorno».

Il sottosegretario Mario Turco oltre a condividere la preoccu­pazione delle imprese socie e clienti delle Bcc per una possibi­le riduzione dei prestiti – a causa di un approccio normativo euro­peo che è andato via via penaliz­zando chi fa credito nei territori con finalità mutualistiche – ha informato dell’interlocuzione in corso per valutare la possibilità di affrontare la questione dell’a­deguatezza della normativa ri­spetto al ruolo delle Banche di Credito Cooperativo affinché il Consiglio

principio di proporzionalità risk based sia realmente e quotidia­namente applicato, così come l’analisi delle possibili soluzioni per considerare anche formal­mente le Bcc ciò che sono, ovve­ro banche less significant.

«Il Governo ha seguito con at­tenzione il dibattito alla Camera sulle Bcc in occasione del per­corso di conversione in legge del decreto sul sistema bancario del Mezzogiorno e ha accolto gli ordini del giorno presentati da diverse forze di maggioranza e opposizione. In tal senso, si av­verte la necessità di affrontare il tema anche insieme a Federcas­se coinvolgendo il Parlamento e le Autorità di settore».

Il presidente della Banca di Ta­ranto Bcc Credito Cooperativo, Lelio Miro, ha sottolineato come il tessuto imprenditoriale italia­no sia costituito soprattutto da Pmi, con la conseguente respon­sabilità di ogni parte in causa (politica, sociale ed economica) di predisporre tutte le possibili azioni di contesto per lo svilup­po e la salvaguardia del settore e, in definitiva, del cuore reale del Paese.

Il presidente di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande, promotore del convegno, ha insi­stito sulla necessità di aprire una riflessione seria con tutti gli in­terlocutori sui rapporti Bcc/Pmi dopo l’introduzione della rifor­ma del Credito Cooperativo.

Il direttore generale della Finpromoter, strumento finan­ziario nazionale della Confcom­mercio, Pierpaolo Ciuoffo, ha rappresentato preoccupazione per l’evoluzione del credito alle micro e Pmi degli ultimi anni: «Nella fase iniziale della crisi, un ruolo centrale di sostegno al credito delle imprese micro e piccole è stato ricoperto dalle Bcc. I recenti sviluppi normati­vi e i relativi impegni connessi a una profonda evoluzione degli assetti di governo e operativi hanno alimentato la preoccupa­zione che possa ridursi tale ruolo di sostegno alle economie loca­li».

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