23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 07:08:31

Cronaca News

Lo strano derby tra cimiteri a Taranto

Impantanato da undici anni il Parco Leonida, via libera invece a Talsano

Il cimitero di Talsano
Il cimitero di Talsano

Gli ultimi in or­dine di tempo a sollevare il problema sono stati i consiglie­ri comunali Dante Capriulo e Cisberto Zaccheo: a Taranto serve un impianto crematorio per rispondere alla crescente do­manda di cittadini che alla loro morte vorrebbero essere cremati. Ad oggi, infatti, le famiglie che vogliono far cremare i propri de­funti sono costretti a sobbarcarsi viaggi e spese tra altri impianti in Puglia o addirittura in Cam­pania. Una esigenza sacrosanta, dunque, quella fatta propria dai due consiglieri comunali. Il fatto è che a Taranto il progetto per la costruzione di un forno cremato­rio “balla” ormai da undici anni. Una storia che per la sua farragi­nosità ha del surreale.

Risale in­fatti a nove anni fa – era il 2011, ma i primi passi furono mossi nel 2009 – la proposta per la rea­lizzazione in project financing di un nuovo cimitero urbano: il Par­co Cimiteriale Leonida. Un pro­getto innovativo, moderno, che prevedeva – e prevede tuttora – solo campi di inumazione, forno per la cremazione e persino spa­zi per la sepoltura degli animali d’affezione. Con un vantaggio di non poco conto: sarebbe stato re­alizzato su un’area di dodici etta­ri, in contrada Masserotti, tra la Salina Piccola e la Salina Gran­de, che il piano regolatore pre­vede proprio come destinazione cimiteriale. Nessuna variante da approvare, dunque, nessun’altra porzione di suolo da consumare – come spesso accaduto nel ca­otico sviluppo urbanistico della città – a colpi di varianti al piano regolatore. Non solo: si sarebbe trattato di un progetto a totale carico dei privati, nessun esbor­so da parte del Comune e, quin­di, dei contribuenti. E difatti nel 2013 il progetto Leonida viene inserito nel piano triennale del­le opere pubbliche. Stranamente, però, questo progetto, la cui ge­nesi risale addirittura alla prima amministrazione Stefàno, ha avuto un iter che definire soffer­to è poco. Eppure, la saturazione del San Brunone e l’impossibili­tà di ampliare lo storico cimite­ro cittadino per la sua adiacenza all’area industriale avrebbe do­vuto suggerire ben altra urgenza, anche in considerazione delle difficoltà in cui versava l’altro ci­mitero, quello di Talsano, già og­getto di sequestro da parte della Procura della Repubblica.

Nel complesso calvario che ha caratterizzato la storia del Par­co Leonida va ricordato che ci vollero le diffide della società proponente e una energica e for­male sollecitazione del segre­tario generale per spingere gli uffici comunali e il responsabile del procedimento a pubblicare il bando per le manifestazioni di interesse. E siamo già al 2017: sei anni solo per arrivare alla pubblicazione del bando. Tutto risolto? No, affatto. Perché la commissione esaminatrice, pre­sieduta dal responsabile del pro­cedimento, l’architetto Vincenzo La Gioia, ha poi formulato osser­vazioni sul possesso dei requisiti da parte della stessa società pro­ponente, la srl Parco Cimiteria­le Leonida di Taranto, l’unica a presentare un’offerta al bando del 2017. Una complessa que­stione procedurale sulla quale si è espressa anche l’Anac, con un pronunciamento sfavorevole alla società sul quale pende tuttavia ricorso al Tar. Lo stesso archi­tetto La Gioia ha poi proposto al dirigente del Comune di reitera­re la procedura di gara, «consi­derata la valutazione di pubblico interesse», del progetto. Ad oggi non risulta che questa proposta abbia avuto seguito.

Mentre il progetto del Parco Le­onida resta frenato dalle pastoie ben altra fortuna ha nel frattempo incontrato il progetto di ampliamento del ci­mitero di Talsano, approvato dal consiglio comunale il 18 ottobre 2018 su relazione del dirigente dei lavori pubblici, l’architetto Cosimo Netti, che era stato, iro­nia della sorte, proprio uno dei progettisti della prima ora del Parco Leonida. Spesa complessi­va prevista per l’ampliamento del cimitero di Talsano: 14.400.000 euro. Una cifra che nel piano triennale delle opere pubbliche approvato il successivo 28 no­vembre 2018 assume tuttavia contorni diversi: 9.953.825,37 euro in project financing per l’ampliamento e 12.370.000 euro per il completamento. Con una differenza sostanziale rispetto al Parco Leonida: per ampliare il Santa Maria Porta del Cie­lo di Talsano è stato necessario approvare una variante al piano regolatore e si dovranno acqui­stare terreni privati per i quali sarebbero già in corso le proce­dure di esproprio. Tutto a tempo di record.

Nel frattempo la società che ave­va proposto il progetto del Parco Leonida ha presentato un espo­sto alla Procura della Repubblica affinché sia valutato se, nelle pie­ghe di queste intricate vicende burocratiche, siano stati o meno commessi reati.

E mentre a Taranto il “derby” tra camposanti incespica in questo groviglio burocratico-giudizia­rio, il Comune di Faggiano ha già deliberato la costruzione di un forno crematorio, nell’attuale cimitero. Enzo Ferrari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche