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Taranto, “Lacrime mariane” in mostra al Carmine

Verso la Settimana Santa / Presentata ieri mattina la terza edizione di Facies Passionis

Facies Passionis: dal 12 al 16 febbraio
Facies Passionis: dal 12 al 16 febbraio

Un tema: “Lacrime Mariane”. Dieci statue: tutte di Maria, la madre di Gesù. È questo il volto della terza edizione di Facies Passionis, la mostra dedicata alle processioni della Settimana Santa che da tre anni si pone come uno degli eventi culturali più significativi, e anche di maggiore successo, che la città possa offrire grazie alla felice intuizione dell’Arciconfraternita del Carmine. L’edizione di quest’anno sarà inaugurata il 12 febbraio e, oltre alla mostra che sarà allestita nella Chiesa del Carmine, sarà completata da conferenze e concerti di musica sacra.

Facies Passionis 2020 è stata presentata lunedì 3 febbraio dal priore dell’Arciconfraternita, Antonello Papalia, dal vice priore, Leopoldo Vitale, dal padre spirituale don Marco Gerardo, da don Emanuele Ferro in rappresentanza dell’arcivescovo Fi lippo Santoro, e dall’assessore comunale alla cultura Fabiano Marti. «Se la prima edizione – ha detto Papalia – era stata caratterizzata dall’eleganza dei simulacri e la seconda dalla loro imponenza, questa edizione ha un significato diverso e pone l’accento sulla forza del dolore e sul legame d’amore tra Madre e Figlio». Il priore ha voluto ringraziare l’amministrazione comunale («Ci sono stati vicini nel superare le difficoltà») e la Banca di Credito Cooperativo di San Marzano di San Giuseppe, sostenitrice dell’evento. L’assessore Marti si è soffermato sull’importanza di questo evento anche in relazione alla candidatura di Taranto a Capitale della Cultura: «La Settimana Santa è un evento dal quale Taranto non può prescindere. Questo è l’inizio di un percorso condiviso utile a rafforzare il rapporto dell’amministrazione comunale con le confraternite». Un auspicio “sposato” da monsignor Emanuele Ferro: «Ci auguriamo che questa esperienza abbia seguito.

L’arcivescovo ci tiene spesso a sottolineare la necessità dell’incontro e dell’abbraccio e queste manifestazioni sono un modo per parlare al mondo della cultura, anche della cultura laica, con contenuti di fede. Eventi di questo tipo dimostrano che le realtà ecclesiali sono vive». Un concetto sul quale si è soffermato anche don Marco Gerardo: «Queste non sono iniziative scontate. La sfida è quella di attingere alla tradizione per parlare al mondo della cultura, al mondo contemporaneo. È uno scambio, una sinergia della quale si sono rese protagoniste le stesse confraternite che hanno scelto di privarsi per un breve periodo dei loro simulacri per esporle altrove». Un altro aspetto, tutt’altro che secondario, è stato messo in luce da don Marco: «La sacralità e il rito non sono in conflitto con le ragioni turistiche. La Settimana Santa è il volto della città e il messaggio di queste iniziative è che è possibile fare le cose insieme, senza confliggere, semplicemente mettendo a disposizione il meglio di ciò che ciascuno possa offrire». Dieci, come detto, le statue dell’Addolorata che saranno esposte, provenienti dalla provincia di Taranto e dal resto della Puglia: San Giorgio Jonico, Mottola, Latiano, Triggiano, Bitonto, Canosa, Ruvo e due da Carbonara, oltre ovviamente all’Addolorata del Carmine. Si tratta di simulacri appartenenti alle diverse confraternite che organizzano le processioni della Settimana Santa in ciascuna di queste città.

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