25 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2021 alle 16:09:12

Cronaca News

Dal IV sporgente segnali di ripresa

Taglio del nastro del ministro Paola De Micheli

Inaugurato il IV sporgente del Porto di Taranto
Inaugurato il IV sporgente del Porto di Taranto

Sessantamila metri quadri di piazzale pavimentato e una banchina lunga 520 metri: è il risultato dell’ampliamento del quarto sporgente, lato ovest. Con un fondale che tocca i 12 metri di profondità potrà accogliere tra­ghetti da crociera e navi a servizio della piastra logistica.

Lunedì 3 febbraio a tagliare il na­stro per inaugurare il nuovo spa­zio funzionale del porto è stato il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, che ha parlato di «nuova primavera per Taranto».

Inaugurato il IV sporgente del Porto di Taranto
Inaugurato il IV sporgente del Porto di Taranto
Inaugurato il IV sporgente del Porto di Taranto
Inaugurato il IV sporgente del Porto di Taranto

«Ho avuto modo – ha detto il mi­nistro – di conoscere e apprezzare questa idea di sviluppo diversifi­cato che guarda ai mercati inter­nazionali. Qui a Taranto avete già scelto, c’è una nuova idea di città e il governo dovrà accompagnar­la. Il piano di investimenti per il porto avrà effetti su tutto il sistema economico della città, perché sarà attrattore di investitori internazio­nali. Grazie all’intermodalità, da Taranto sarà possibile raggiungere il centro Europa prima di quanto si possa fare passando da Rotter­dam».

Una prospettiva, questa, esalta­ta con particolare enfasi storico-economica anche dal presidente della Regione, Michele Emiliano: «Taranto è il porto d’Italia, da qui sarà possibile arrivare in Europa senza circumnavigare il continen­te. La diversificazione economica è già cominciata, si sta aprendo una prospettiva di nuova economia che farà uscire il Sud dalla questione meridionale».

«Questa – ha detto dal suo canto il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Sergio Prete – è una ban­china pubblica che sarà al servizio di tutte le imprese. I lavori degli ultimi 80 metri sono stati sospesi per la presenza della gru dell’Ilva (quella tragicamente nota per l’in­cidente mortale del luglio scorso, ndr). A fine aprile sarà pronta la darsena e contestualmente saran­no avviati la piastra logistica e il terminal container». Non a caso alla cerimonia era presente anche Robert Yldirim, il presidente di Yilport, la multinazionale che ha ottenuto in concessione il termi­nal container. E a proposito va segnalata una indiscrezione piut­tosto attendibile che riguarda l’ex Ilva: sarebbero in corso trattive per consentire all’azienda siderurgi­ca di utilizzare la parte di quarto sporgente in uso alla Cementir. Parliamo dei primi duecento metri del lato di levante. Questo proprio per liberare il molo polisettoriale, dove saranno avviate le attività di Yilport e dove, attualmente, sono provvisariamente dislocate le atti­vità che Arcelor Mittal svolgeva al quarto sporgente fino a quel tragico incidente nel quale perse la vita il gruista Cosimo Massaro.

Sull’incrocio fra tragedia e speran­za si è soffermato l’arcivescovo Fi­lippo Santoro che ha impartito la sua benedizione alla nuova infra­struttura: «Essere qui in questa cir­costanza è speranza per una svolta. Ora vigiliamo affinché le promesse vengano mantenute». Non solo per giungere ad una economia sosteni­bile ma anche per quel che accade nell’immensa distesa di mare sulla quale si affaccia il porto: «Il Medi­terraneo non sia un mare di morte, ma un luogo che genera sviluppo, incontro fra culture ed economie. I migranti non possono essere tratta­ti solo come argomento di campa­gna elettorale».

Impegnato a Roma per motivi isti­tuzionali, il sindaco Rinaldo Me­lucci ha comunque fatto sapere che «al ministro De Micheli, nelle more della redazione di un Decre­to Legge Taranto, sottoporremo presto anche un aggiornamento delle nostre proposte operative su BRT, idrovie, tangenziale nord e aeroporto, in vista delle profon­de trasformazioni che Taranto sta attraversando. Siamo certi che il suo dicastero continuerà a soste­nere questi sforzi di riconversione dell’intera comunità ionica».

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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