29 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 09:44:00

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«Chiusi gli ospedali senza creare progetti»

Grottaglie, parla Vitaliano Bruno, vice presidente del Comitato San Marco

Ospedale San Marco
Ospedale San Marco a Grottaglie

GROTTAGLIE -Seimila persone sono scese in piazza nella batta­glia a difesa del San Marco. Vita­liano Bruno , vice presidente del Comitato Ospedale San Marco, insieme alla presidente Milena Erario è più agguerrito che mai.

“Sono 15 anni che lavoriamo per salvaguardare la salute pubblica- dice Bruno- e voglio precisare che non apparteniamo a partiti politici e che il nostro motto è es­sere “pro” e “non contro” la salu­te. . la settimana scorsa abbiamo collaborato attivamente all’Open Day al San Marco. Vogliamo solo tutelare i diritti dei cittadini in quanto utenti della Sanità. L’o­spedale sulla carta doveva essere riconvertito in PPA e PTA ov­vero in Presidio Territoriale Assi­stenziale: niente ricoveri ma solo attività ambulatoriali. La delibera regionale di luglio 201 9recita din maniera differente : il San Marco fa parte del POC fino al completo funzionamento del San Cataldo. Al momento sono in funzione solo alcuni reparti : Geriatria e lungodegenza.. Eppure, un tem­po, ad esempio, il reparto di Oste­tricia e Ginecologia dell’ospedale di Grottaglie eliminato per mero

Calcolo politico era indiscusso polo di eccellenza. Il PTA, pur­troppo- prosegue Bruno- non è stato organizzato. Il presidente Emiliano deve trovare delle solu­zioni perché ha commesso degli errori nella ripartizione”. E a tal proposito Vitaliano Bruno ricor­da che il 2 dicembre scorso si è tenuto un incontro con il direttore generale della Asl Stefano Rossi, e il suo management.

“Abbiamo chiesto per il San Mar­co sviluppo e progetti – dice il vice presidente e la rielaborazio­ne dei parametri idonei per una giusta riconversione: non ci sono state risposte. Lo stato di emer­genza sanitaria è sopravvenuto in tutta la sua gravità in conseguen­za di un piano di riordino che si è rivelato totalmente inadeguato.

Il pronto soccorso di Taranto i è in grande sofferenza dopo la chiusura di quelli di Grottaglie e del San Giuseppe Moscati. I pazienti che appartengono a quel bacino di utenza quando arrivano al SS. Annunziata sono costretti ad attendere per ore intermina­bili, L’ospedale di Taranto non regge e il San Cataldo è al punto zero”.

E’ una battaglia di diritto alla sa­lute e il Comitato tallona il pre­sidente Emiliano per soluzioni e cambiamenti.

“Chiediamo in modo netto- ag­giunge Bruno- il commissaria­mento della Asl, il ripristino del pronto soccorso di Grottaglie e l’abbattimento delle liste di attesa ripopolando di medici il S. Mar­co E non siamo soli in questa battaglia: il sindaco di Taranto, Melucci, ha fatto sapere che si adopererà per portare avanti un progetto di salute sul territorio e attendiamo a brevissimo giro le sue soluzioni Faremo di tutto per far tornare il nostro ospeda­le quello che era un tempo: una struttura che non aveva i conti in rosso. L’obiettivo della Asl era creare un contenitore specializ­zato nella cura delle patologie croniche: ad oggi è solo sparito un ospedale che funzionava e che era considerato fiore all’oc­chiello della sanità jonica. E ci sono dati allarmanti anche per ciò che riguarda la spesa farma­ceutica della Regione Puglia che si conferma maglia nera- tiene a precisare il vice presidente del Comitato Ospedale San Marco- il disastro di una gestione fallimen­tare emerge in tutta sua gravità nella pubblicazione di gennaio 2020 dei dati Aifa, gli unici re­ali e di riferimento. Mentre ci libriamo in voli pindarici per un Policlinico a Taranto e una Uni­versità che annebbiano una real­tà al collasso sanitario, la Asl di Taranto e il presidente-assessore Emiliano non danno soluzioni ad uno scostamento a disavanzo di 250 milioni di euro per spesa farmaceutica e ad uno stato di emergenza del Poc di Taranto e Grottaglie.

La dura realtà è un’altra: abbiamo chiuso gli ospedali e non abbia­mo creato progetti sul territorio. A pagarne le spese, come al soli­to noi cittadini”.

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