08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Maggio 2021 alle 08:30:10

Cronaca News

L’idolo social supera la canzone sull’Ilva

La tarantina Martinelli non passa il turno. Ma il web si divide

Eliminata la canzone “Il gigante d’acciaio”
Eliminata la canzone “Il gigante d’acciaio”

Il “gigante d’ac­ciaio” si ferma. Non passa il turno, tra le Nuove Proposte in gara al Festival di Sanremo, la canzone sull’Ilva presentata da Gabriella Martinelli, cantautrice originaria della provincia ionica (Montemesola) e dalla romana Lula.

Nella competizione ad elimina­zione diretta ha prevalso il rap­per “romantico” Fasma, che sui social network già aveva un buon seguito – ed in una corsa basata sulla sola giuria demoscopica, questo ha pesato, eccome.

Proprio la Rete però si è divisa sul verdetto: 51% Fasma – 49% Martinelli e Lula il verdetto fi­nale.

Sicuramente il tema del “Gigan­te d’acciaio” non è dei più sanre­mesi: l’ex Ilva, il «quartiere che diventa rosso» come la polvere di minerale, il conflitto lacerante tra salute e lavoro. I bambini che non possono giocare quando c’è vento, i giovani costretti ad emi­grare, chi timbra alle portinerie ma è lacerato dai dubbi: tutto non facile da mettere in musica. Ma suoi social e nei commenti su Youtube, dove sul canale Rai è disponibile anche l’esibizione di Gabriella Martinelli e Lula, in molti hanno espresso sostegno alla coppia al femminile che ha mischiato rock e rap portando sul palcoscenico del Teatro Ari­ston il dramma e le contraddi­zioni del rapporto tra l’acciaieria e la città. Sui social il pubblico si è diviso tra chi ha apprezza­to testo e musica e chi invece ha trovato troppa retorica nelle pa­role. Gabriella Martinelli è una cantautrice polistrumentista e dopo il Festival pubblicherà il suo terzo album, mentre Lula è una cantautrice romana (il vero nome è Lucrezia Di Fiandra) che da ormai cinque anni è nel mondo della musica ed ha scritto diversi brani. «Mi piace la mia città/ E questo è il mio quartiere tutto rosso/ Gli alberi, le facciate delle case/ Quello che però non capisco/ E che mi fa arrabbiare è che quando c’è vento/ Non pos­so uscire a giocare/ Si chiudono le finestre/ Chiudono anche le scuole/ c’è una puzza pazzesca e non si può respirare/ Quando c’è vento nel mio quartiere/ Non si può giocare (…) Timbro ai tor­nelli della portineria/ Sono le sette di una sera qualunque/ Ma il vento è forte, sempre più for­te/ Spezza la vita e le speranze restano chiuse/ Nelle mani del gigante». Parole che risentiremo nelle radio, dove il pezzo è in programmazione.

A rappresentare Taranto al Fe­stival della Canzone italiana rimane Diodato, che sta avendo un buon successo e può sorpren­dere.

1 Commento
  1. stefano 1 anno ago
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    Bella canzone ma purtroppo cantata in una città troppo vicina a Genova……..

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