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Antonio Giovinazzi dal Papa: «Un’emozione straordinaria»

Il pilota martinese della Alfa Romeo Racing di Formula 1 e l’incontro con il Pontefice

Antonio Giovinazzi da Papa Francesco
Antonio Giovinazzi da Papa Francesco

MARTINA FRANCA – «Con la semplicità che solo i grandi possiedono, Papa Francesco sa essere una luce per orientarsi nel mondo di oggi. Averlo incontra­to è un privilegio di cui sarò per sempre grato». Poche parole su Twitter: così Antonio Giovinaz­zi, il pilota martinese di Formula Uno, ha voluto condividere con i suoi follower l’emozione di aver incontrato Papa Francesco.

Il pontefice prima dell’udien­za generale in aula Paolo VI, ha incontrato per un saluto una rappresentanza della scuderia di Formula 1 Alfa Romeo Racing. «E’ stata una esperienza forte e ricca di emozioni perché ave­re l’opportunità di conoscere di persona il Papa e avere modo di parlargli è qualcosa di indescrivi­bile», così Antonio Giovinazzi ha commentato l’incontro in Vatica­no con Papa Bergoglio. «La mia famiglia – ha proseguito il pilota dell’Alfa – è molto credente e la fede ha sempre costituito un valo­re costante nella mia vita, in ogni momento».

Al pilota del Biscione, unico ita­liano al via in Formula 1, Bergo­glio ha sottolineato il valore dello sport per i giovani. «Con il Papa abbiamo parlato dell’importanza dello sport per i giovani in quan­to è una palestra non solo per il corpo ma anche per la mente e di quanto sia importante crescere con valori saldi». A rappresentare la scuderia svizzero-italiana era presente tra gli altri Pascal Picci, presidente di Sauber Holding Ag. Giovinazzi ha regalato il proprio casco tricolore al Papa, riceven­do un rosario. Nelle scorse setti­mane proprio Giovinazzi aveva scritto una lettera a Inchiostro di Puglia, la comunità digitale che racconta la regione, sotto­lineando il suo amore per Mar­tina Franca e la Puglia. «Caro Inchiostro di Puglia, mi chiamo Antonio e la mia è una di quelle storie che viaggiano a 300 km/h. Vengo da Martina Franca, Taran­to. Dove è cominciato tutto. Dove fin da bambino avevo soltanto un obiettivo: quello di diventare un pilota di Formula1. Ricordo che nella mia classe, in prima ele­mentare, eravamo in 13 ad avere lo stesso sogno. E aumentando il raggio di azione, ecco che la con­correnza diventava serratissima, soprattutto considerando che la griglia di partenza si compone di soli 20 piloti provenienti da ogni angolo del pianeta». Con­tinua Antonio: «Sapevo che non sarebbe stato facile. Fin dalle mie prime gare sui go kart, an­che se avevo dimostrato un certo talento, ero consapevole che la concorrenza era assai. Ma questo non mi ha mai spaventato, volevo solo dimostrare a tutti che facevo sul serio. Così, mentre nella mia classe i piloti sognatori, con il passare del tempo, subivano un crollo clamoroso diventando chi futuri astronauti, chi calciatori e chi vigili del fuoco, io no! Io non ho mai cambiato idea, nean­che per un secondo» prosegue la lettera. «Così ho iniziato a girare il mondo facendo quello che più amo fare. Ho percorso km aven­do sempre in testa da dove sono partito e dove volevo arrivare. Ho vinto, ma ho anche perso. E come in tutte le belle storie ho in­contrato persone eccezionali che hanno creduto in me. Quello che è accaduto dopo è cronaca spor­tiva…” scrive il pilota. “Anche se sono ancora quel bambino di Martina Franca che alla maestra rispondeva ‘Da grande voglio fare il pilota di Formula1!’. Amo la mia Puglia e la porto nel cuore ovunque viaggio. Caro Inchiostro di Puglia, potrei chiudere questa lettera qui, ma tra poco inizierà la prossima stagione e voglio riser­varmi la possibilità di proseguire questa storia, come prosegue il mio sogno».

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