27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 22:44:00

Una veduta aerea di Taranto
Una veduta aerea di Taranto

L’anno è il 1957, il giorno il 5 dicembre. Il Lions In­ternational è una organizzazione ancora “giovane” (fondato nel 1917, il Lions conosce espansio­ne planetaria, fuori delle Ameri­che, solo dopo la seconda guerra mondiale), come, tutto somma­to, il Rotary (1905). Jim Graver, socio del Lions club di Glenside (Pennsylvania, Usa), allenatore della squadra di baseball del loca­le liceo, l’Abington High School, promuove la costituzione di una associazione giovanile e studen­tesca ispirata ai valori dei Lions, e la battezza “Leo”, che è il nome latino (e scientifico) del leone; ma è anche l’acronimo di Leadership, Equality, Opportunity, che diverrà il motto del Leo (più tardi Equa­lity fu sostituito con Experience). Il simbolo ricalca quello dei Lions, con due teste di leone opposte ed al centro un segno grafico (nei Lions è la L iniziale, nel Leo è l’intero nome); i colori sono quelli del liceo Abington: marrone (che nel corso degli anni virò verso un più elegante rosso porpora) ed oro. Rimane una iniziativa isolata; solo nel 1963 vengono creati altri due Leo club; ma nel 1964 sono diven­tati 27, tutti in Pennsylvania, tran­ne quello di New York.

Nel frattempo il Rotary Inter­national ha varato (1962) un suo programma giovanile, battezzato Interact e riservato a liceali ma­schi di età compresa fra i 13 ed i 17 anni. Nel 1966 nell’Interact vengono ammesse anche le ragaz­ze, e l’età massima viene portata a 18 anni. Anche gli Interact club, come il Leo primigenio, non sono club territoriali, legati ad una città, ma ad un singolo liceo.

Nel 1967 il moltiplicarsi di club Leo in America (e la spinta che viene da altri continenti a crea­re associazioni di Giovani Lions, come avviene in Italia nel 1966) induce finalmente il consiglio di amministrazione Lions a varare ufficialmente il programma Leo, con la finalità di “fornire ai giova­ni di tutto il mondo l’opportunità di contribuire, a livello individua­le e collettivo, allo sviluppo della società, come membri responsabi­li della comunità locale, nazionale ed internazionale”. Ma la prima carta costitutiva “ufficiale” di un Leo club viene rilasciata soltanto nel 1969.

Nel mondo rotariano, intanto, nel­la seconda metà degli anni ’60 c’è fermento: il programma Interact ha avuto successo, dal 1966 ci sono pure le ragazze, ma finito il liceo finisce anche l’esperienza associa­tiva. Nonostante giungano richie­ ste sempre più pressanti, negli Usa ma soprattutto dall’Europa, e in particolare dall’Italia, il board del Rotary non intende autorizzare la costituzione di club giovanili “uni­versitari”, o comunque riservati agli over 18. Già nel 1965 in Italia si organizzano, fuori dell’ufficiali­tà internazionale ma in diretto col­legamento con i Rotary club locali, dei Gruppi Giovani, che tengono addirittura dei congressi interdi­strettuali (i distretti rotariani in Italia sono all’epoca quattro). Nel 1967 il Rotary club Cagliari rom­pe gli indugi e sostiene, con l’ap­poggio del governatore, i club da lui patrocinati, Interact e Gruppo Giovani, nell’organizzazione di un congresso interdistrettuale che si configurò come un vero e proprio congresso nazionale italiano dei giovani di area rotariana, al quale parteciparono tutti e quattro i go­vernatori Rotary. Il congresso ebbe notevole successo e risonanza, e fi­nalmente, sei mesi dopo, nel 1968, il board del Rotary dava il via li­bera al progetto Rotaract, “Rotary in action”, per i giovani di età su­periore ai 18 anni. Il primo Club Rotaract nacque a North Charlotte, (North Carolina, Usa) il 13 marzo 1968; il 18 marzo fu costituito il Rotaract Firenze, il 19 il Rotaract Caserta. Lo sviluppo in Italia fu rapidissimo: in chiusura del primo anno sociale completo, 1968/69, i Rotaract club erano in Italia 53, ri­partiti in quattro distretti (gli stes­si del Rotary), con 1.660 soci. Nel 1970 viene fondato il Rotaract club Taranto (presidente Antonio Perro­ne), città dove peraltro non c’è un Interact (e non ci sarà fino ad anni ’80 ste avanzati). Presidente in carica Alessandro Vairo.

Torniamo ai Lions. In Italia si erano costituiti in Sicilia, fuori dell’ufficialità, due club di Gio­vani Lions (1966 e 1968), ma non saranno loro i primi Leo club ita­liani, perché non si trasformano per tempo. Il primo Leo club “uf­ficiale” in Italia è quindi quello di Arenzano (provincia di Genova), nel giugno 1969. Anche il pro­gramma Leo, dopo il varo uffi­ciale, decolla: nel 1970 i Leo club sono 918 in 48 Paesi, ed assomma­no 24.000 soci. Nel 1978, 90° in Italia ma fra i pochi a non aver mai interrotto l’attività, viene fondato il Leo club Taranto (presidente Ste­fano Milda). Presidente in carica Alessia De Vincentis.

Negli anni ’80 debutta a Taranto l’Interact: uno dei più dinamici e propositivi d’Italia, a lungo ed in più occasioni il più numeroso d’Italia, al quale è riconosciuto un ruolo di leadership non solo nel di­stretto di Puglia e Basilicata ma su scala nazionale. Presidente in cari­ca Francesca Frascolla.

Ricalcando in parte l’organizza­zione rotariana dei club giovanili, il Lions suddivide in due tronconi (ma con grande flessibilità interna ed unica organizzazione in distret­ti) i Leo club: “alfa” (12/18 fino al compimento del 19° anno) ed “omega” (18/30, fino al compimen­to del 31°). Gli alfa, in particolare, possono essere territoriali o legati ad una scuola. E proprio ispirando­si al Leo club primigenio, il Lions club Taranto Aragonese (nel quale è fortissima la presenza di soci di provenienza Leo) ha dato vita nel giugno 2019 al Leo club Taranto Aragonese (presidente Vitamaria D’Alessio), un club alfa sorto in collaborazione col liceo Battaglini (primo consigliere scolastico è la dirigente scolastica Patrizia Arze­ni in prima persona). Presidente designato è Carlotta Castelli.

I club service giovanili diffondo i valori di solidarietà, cittadinanza attiva e collaborazione fra popoli tipici di Rotary e Lions fra i giova­ni, e nel contempo, grazie all’im­pegno ed all’energia dei propri soci, portano una forte carica di innovazione e di volenterosa ope­ratività nel mondo dei club service. Non solo: Leo, Interact e Rotaract erano club misti, e diedero una mano (insieme con una curiosa vicenda giudiziaria americana di cui diremo prossimamente…) a convincere Lions e Rotary, rigida­mente maschili, ad aprire alle don­ne, sul finire degli anni ’80. An­che questo, un merito non da poco.

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