17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 00:33:00

Cronaca News

Antonio Stano, una storia simbolo

Undici imputati minorenni hanno ottenuto la messa alla prova


Una delle aggressioni. Nel riquadro Antonio Stano

Una storia tragica di bullismo è quella, famigerata, che viene da Manduria. Messa alla prova per undici minorenni coinvolti nell’inchiesta avviata dopo la morte di Antonio Cosimo Stano, il sessantaseienne mandu­riano vittima di bullismo: per gli undici ragazzi (altri due avevano già ottenuto la messa alla prova), il presidente del Tribunale dei mino­renni di Taranto, Bina Santella, ha accolto la richiesta del procurato­re Antonella Montanaro di messa alla prova per periodi che vanno dai due ai tre anni.

Al termine del periodo di sospen­sione, in caso di esito positivo del­la prova, il reato viene cancellato.

Il giudice però può revocare anti­cipatamente la misura e riprendere il processo sino alla sentenza, per grave e reiterata trasgressione del programma di trattamento o delle prescrizioni. Nel collegio difensi­vo gli avvocati Fabrizio Lamanna, Franz Pesare, Nicola Marseglia Davide Parlatano, Armando Pa­sanisi, Cosimo Micera, Lorenzo Bullo, Antonio Liagi, Daniele Ca­pogrosso e Antonio Carbone. Ora l’attenzione si sposta sui tre mag­giorenni, tutti di Manduria, impu­tati per gli stessi reati.

Si dovrà attendere l’udienza del 4 marzo nel corso della quale si co­noscerà la nuova perizia richiesta dal giudice del Tribunale di Taran­to per conoscere le cause di morte di Stano.

Il sessantaseienne da tempo era finito nel mirino del branco. I fil­mati che i ragazzi si scambiavano nelle chat mostravano richieste di denaro, aggressioni con calci, pu­gni e bastoni. Aggressioni avvenu­te non solo in casa dell’uomo ma anche per strada, alla presenza di testimoni. Alcune persone che abi­tano nei pressi dell’abitazione del­la vittima hanno raccontato che le violenze andavano avanti da 2012. Il 6 aprile del 2019 i poliziotti del Commissariato di Manduria erano intervenuti dopo la segnalazione di alcuni vicini e avevano trovato il sessantaseienne molto provato. Stano, definito dai giovanissimi “il pazzo”, era stanco delle aggres­sioni che omai andavano avanti da anni. Era così terrorizzato che negli ultimi giorni si era ridotto su una sedia, senza più mangiare e bere. Gli agenti avevano dovuto convincere l’uomo che erano an­dati a casa a soccorrerlo perchè Stano credeva che fosse un’altra incursione della gang. I vicini avevano segnalato che da alcune settimane durante le ore serali e le prime ore del mattino, si verifica­vano diversi episodi di atti illeciti commessi da ignoti, circa cinque-sei persone, ai danni di Antonio Cosimo Stano. Vessazioni, sopru­si, e lesioni ad opera di un branco.

Analogie con questa drammatica storia sono evidenti in un’altra vicenda, quella che – nella vicina Sava – ha portato all’operazione “Bad Boys”, condotta dai Carabi­nieri. Per tredici maggiorenni, die­ci dei quali furono arrestati il 12 novembre 2019 con 8 minorenni, accusati di estorsione, furto, rapina e atti persecutori contro un 61enne di Sava affetto da disagi psichici, è stato fissato il giudizio imme­diato per il 6 maggio prossimo. È la decisone presa dal giudice Be­nedetto Ruberto su proposta del sostituto procuratore Francesco Ciardo. Nel corso dell’operazione vennero notificate diciotto misure cautelari, di cui dodici a carico di maggiorenni (5 in carcere, 5 agli arresti domiciliari, 2 destinatari di divieto di avvicinamento alla persona offesa) e 8 nei confronti di minorenni (3 condotti in Istituti di Pena Minorile e 5 collocati in Co­munità di recupero). Il pensionato era finito nel mirino di più gruppi di giovani che gli estorcevano pic­cole somme di denaro, solitamente dai 5 ai 20 euro, dietro la minaccia di dare alle fiamme la sua abita­zione o il suo furgoncino. L’uomo, che percepisce una pensione di invalidità di circa 500 euro, era diventato una sorta di “bancomat” per questi giovani. Nell’ambito di un protocollo d’intesa denomi­nato “Insieme per una comunità educante”, volto alla realizzazione di azioni comuni finalizzate alla prevenzione ed al contrasto dei fenomeni di bullismo e devianza giovanile ed alla promozione della cultura della legalità nella comu­nità locale, sottoscritto dal “Liceo De Sanctis – Galilei” di Manduria nella persona del Dirigente scola­stico Prof.ssa Maria Maddalena De Maglie, l’Arma dei Carabinieri nonché gli enti, le istituzioni e le associazioni presenti sul territo­rio, il Comandante del N.O.R. e militari della Sezione Radiomo­bile della Compagnia Carabinie­ri di Manduria hanno incontrato gli studenti del triennio dei licei Scientifico, Classico, Linguistico e delle Scienze Umane.

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